IL DOCUFILM “NOI” SI PUO’ VEDERE GRATUITAMENTE A CARBONIA

La stagione del football sta per entrare nel vivo. In attesa del calendario ufficiale, la società dai colori neri, rosso e argento spera che quella del 2024 possa essere una annata ricca di stimoli, quelli che sicuramente non fa mancare l’head coach statunitense Tim Tobin, non a caso per il terzo anno consecutivo alla guida del team in procinto di affrontare il campionato FIDAF a nove giocatori.

Simultaneamente ci si coordina anche per promuovere un altro gioiello di casa Crusaders che ha raccolto premi dalla Sicilia all’India, passando per la Svezia e Milano. Infatti giovedì 08 febbraio 2024, ore 18.30, il documentario di Stefano Sernagiotto, NOI CRUSADERS – 30 ANNI DI FOOTBALL AMERICANO IN SARDEGNA sarà proiettato in piazza Sergio Usai a Carbonia, presso la sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema, all’interno della Grande Miniera di Serbariu.

Il film è inserito nella rassegna Inverno in sala, curata dal centro servizi culturali Carbonia della società Umanitaria col patrocinio del Comune. L’ingresso è gratuito. Nel cartellone solo pellicole realizzate recentemente in Sardegna, valorizzate con la presenza degli autori e dei protagonisti. E infatti Stefano Sernagiotto, il presidente dei Crusaders Emanuele Garzia, l’allenatore Tim Tobin, il vice presidente Sergio Andrea Meloni, più una piccola rappresentanza di atleti, racconteranno dal vivo ai cinefili le loro personalissime testimonianze legate all’opera e alla storia del sodalizio che ha avuto l’opportunità di vincere due titoli italiani CIF 9 e di arrivare per altre due volte in finale.

“Mi fa piacere che NOI sia stato inserito nell’ambito della rassegna cinematografica di Carbonia – dichiara Garzia – e plaudo agli organizzatori perché grazie a queste iniziative i nostri corregionali possono conoscere meglio la nostra realtà, descritta talmente bene da Stefano, al punto di essere molto apprezzata in Europa e non solo”.

 

RACCONTI ED IMMAGINI SCIVOLANO VIA DOLCEMENTE IN UN PUZZLE SAPIENTEMENTE ORCHESTRATO

 

Dentro e fuori dal campo i Crusaders, se conosciuti, suscitano interesse, curiosità, simpatia. Il football americano, però, in Sardegna, è ancora un’espressione di nicchia nonostante i 33 anni di esistenza del sodalizio cagliaritano che può vantare una tradizione orale corposa, intrisa di aneddoti, indimenticabili successi e anche avvenimenti tristi, come è normale che succeda nel corso della vita.

L’idea di raccogliere in quasi un’ora di documentario le testimonianze dei diretti interessati, rafforzate da documenti filmati e fotografici, è maturata in epoca Covid quando il presidente Emanuele Garzia, l’esperto regista e documentarista Stefano Sernagiotto e il grafico/fotografo/archivista Battista Battino hanno trovato la quadra per dare alla luce NOI CRUSADERS – 30 ANNI DI FOOTBALL AMERICANO IN SARDEGNA, un prodotto genuino e di impatto che vede come narratori atleti, tecnici, dirigenti e tifosi, assemblati con la mano esperta e qualificata del regista. Dopo il successo riscontrato tra gli addetti ai lavori, negli anni successivi NOI ha avuto una risonanza nazionale e anche oltre confine concretatasi con una lista ragguardevole di riconoscimenti. Tutto è cominciato con il premio come miglior documentario al 42° Paladino d’Oro Sport Film Festival di Palermo nel 2022. Quasi contemporanea la Mention d’Honneur al Ficts Sport Movies e TV film Festival di Milano (2022). È stato vincitore nella categoria Best Documentary come miglior film straniero all’Ideal International film Festival (Maharashtra, India 2023) e ottiene il terzo posto con menzione speciale al Roshani international film festival (India, 2023). Infine si ritrova finalista allo Stockholm City Film Festival (marzo 2023).

Un motivo in più per gli abitanti di Carbonia di accostarsi alla Grande Miniera di Sebariu dove Stefano Sernagiotto ha tanti “fuori onda” da raccontare: “Sono molto contento del contesto in cui avviene la proiezione di NOI – dice il regista – perché la platea sarà molto competente e riuscirà a catturarne l’essenza. I miei sforzi lavorativi si sono concentrati soprattutto sulla storia della squadra dei Crusaders, con la speranza che venga conosciuta da un numero crescente di persone. E poi, come ho sempre detto, il football americano è uno sport che merita sicuramente molta più attenzione”.