(photocredit: Elio Castoria)

La disamina del trainer campobassano Mimmo Sabatelli: «Orgoglioso di questo gruppo fatto di grandi persone»

LA MOLISANA MAGNOLIA, SETTIMA PERLA PER I #FIORIDACCIAIO: ROSSOBLÙ A SEGNO A ROMA

Una difesa molto concreta ed un attacco performante (soprattutto nei primi due quarti) regalano un ulteriore exploit

OXYGEN BASKET GROUP ROMA 46

LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 52

(16-19, 27-39; 42-43)

ROMA: Romeo 5 (1/5, 1/6), Kalu 18 (6/11, 0/3), Czukor 5 (1/4, 1/2), Gilli 2 (1/4, 0/2), Dongue 14 (5/10); Scarsi, Natali 2 (1/2, 0/1), Cupido (0/3), Bongiorno G. Ne: Toscani, Ndiaye e Tykha. All.: Di Meglio.

CAMPOBASSO: Trimboli 1 (0/1, 0/5), Morrison 6 (2/5, 0/2), Mištinová 3 (1/2 da 3), Dedić 12 (4/8, 1/3), Kunaiyi 13 (6/10); Quiñonez 8 (1/3, 1/4), Šrot 5 (0/1, 1/1), Kacerik 4 (2/4, 0/2). Ne: Narvičiūtė, Vitali e Trozzola. All.: Sabatelli.

ARBITRI: Cappello (Agrigento), Chersicla (Lecco) e Calella (Bologna).

NOTE: tiri liberi: Roma 10/12; Campobasso 10/14. Rimbalzi: Roma 29 (Dongue 10); Campobasso 43 (Trimboli 13). Assist: Roma 7 (Romeo 4); Campobasso 8 (Morrison 4). Progressione punteggio: 12-5 (5’), 22-29 (15’), 33-41 (25’), 44-50 (35’). Massimo vantaggio: Roma 7 (16-9); Campobasso 16 (22-38).

 

Settimo successo consecutivo – nuovo record di franchigia nel novero del torneo cestistico in rosa di serie A1 – undicesimo complessivo su quattordici gare affrontate e permanenza nel terzetto di inseguitrici della leader Venezia, dove figurano anche le due italiane di Eurolega: ossia Virtus Bologna e Schio, prossima antagonista dei #fioridacciaio.

La Molisana Magnolia Campobasso fa suo il match del monday night del quindicesimo turno di campionato, andando ad espugnare con pieno merito il PalaTiziano di Roma al termine di una contesa all’insegna del grande carattere con coach Mimmo Sabatelli che deve fare a meno di Giacchetti (dopo la distorsione alla caviglia patita nella trasferta di serie B di sabato sera a Taranto) ed ha Narvičiūtė a referto solo per onor di firma, a causa di alcuni problemi alla schiena per la lunga lituana di formazione italiana.

Nondimeno, però, le molisane riescono ad essere ancora una volta molto determinate in difesa, tenendo le capitoline sotto i cinquanta punti, centrando un successo frutto anche di scelte offensive concrete, soprattutto nei primi due quarti.

PROSPETTI IN VISTA Dopo la tripla in apertura di Mištinová, è Roma che prova a fare la voce grossa con un parziale di 8-0. Le magnolie si riavvicinano, poi le capitoline tornano a più sette a metà periodo e poi sul 16-9, ma, intorno ai propri prospetti, Šrot e Quiñonez, le rossoblù scrivono un parziale di 10-0 che le porta avanti di tre (16-19) alla fine del primo quarto.

TENTATIVO DI FUGA Roma prova a riavvicinarsi, ma Quiñonez, dalla linea dei liberi, mantiene il possesso pieno di distacco. Kunaiyi apre e poi chiude (con un gioco da tre punti) un parziale monstre di 15-0 in cui Dedić è la gran mattatrice. I #fioridacciaio arrivano sino al +16 del 22-38. Roma prova a replicare, ma viene stoppata – così come Kacerik riesce a fare in occasione dell’ultima azione del periodo – con le rossoblù che hanno ben quattro possessi pieni di margine da gestire all’intervallo lungo (27-39).

PERIODO HORRIBILIS Il rientro dagli spogliatoi è horribilis per le campobassane. Roma mette a segno un parziale di 6-0 che costringe coach Sabatelli a chiamare time-out. Kunaiyi torna a far correre il tassametro offensivo delle molisane. È uno dei due canestri del periodo per le magnolie (l’altro lo mette a segno Dedić) che devono subire il rientro delle capitoline arrivate ad un solo punto di distacco al 30’ (42-43).

QUE CHIUDE I CONTI Un simile forcing patito ridà smalto alle campobassane, che, in avvio di ultimo quarto, mettono a segno un parziale di 7-0 che riallontana le rossoblù. Poi, la tensione – su entrambi i fronti – inizia a tagliarsi a fette, tant’è che il fatturato offensivo di ambedue le contendenti ne risente pienamente. A sigillare, però, il settimo successo consecutivo in campionato delle magnolie pensa l’esterna statunitense Que Morrison con la sua freddezza nel catturare il rimbalzo difensivo e poi realizzare i tiri liberi conquistati per un fallo subito sulla prosecuzione dell’azione, chiudendo così la contesa sul 52-46 per le rossoblù.

 

 

 

 

AL SETTIMO CIELO Ovviamente molto felice, al termine, è il coach delle campobassane Mimmo Sabatelli. «Siamo felici – argomenta – perché era una partita non facile, che ci ha visto non partire al meglio, ma abbiamo avuto una gran bella reazione che ci ha portato a finire avanti al termine del primo quarto. Nel secondo periodo, con la nostra solita difesa (le magnolie sono al vertice su questo fronte assieme alla capolista Venezia con soli 817 punti subiti, sotto i sessanta a partita, ndr), e prendendo maggior coraggio in attacco, siamo riusciti a dar vita ad un parziale di rilievo. Sapevamo che nel terzo quarto sarebbero rientrati. In attacco, nonostante tiri aperti, abbiamo pagato delle percentuali non felici, ma anche in questa circostanza, quando loro sono arrivati a meno uno, c’è stata una reazione di rilievo che ci ha regalato una vittoria importantissima su di un campo difficile contro una squadra capace di ben altri fatturati offensivi. Il tutto senza avere pause e continuando a giocare».

Seppur a fronte delle tante noie fisiche con cui aveva dovuto convivere, il gruppo rossoblù ha dimostrato ancora una volta – aggiunge il tecnico – dimostrato «di essere composto da giocatrici splendide, che mi riempiono di orgoglio. Nonostante avesse avuto più di una noia fisica, Dedić ha fatto di tutto per esserci. Faccio anche i miei complimenti a Zala (Šrot, ndr) perché si è fatta trovare pronta ed ha sfruttato al meglio l’occasione. Ora, in questi giorni, proveremo a recuperare sia Narvičiūtė che Giacchetti e vedremo quelle che saranno anche le condizioni di Dedić».

SCHIO IN VISTA Del resto, ora, per le campobassane la prospettiva è quella di un altro confronto particolarmente intricato, match che chiuderà il mese di gennaio per le rossoblù. Sabato sera all’Arena le magnolie dovranno fare i conti con la corazzata Schio con la possibilità, per il pubblico molisano, di tornare ad abbracciare di persona una giocatrice sempre cara all’ombra del castello Monforte: l’ala piccola statunitense Robyn Parks