Al POTENZA CALCIO, Al Presidente Donato Macchia, All’Amministratore Delegato Nicola Macchia, Al Consiglio di Amministrazione, Ai Dipendenti e Collaboratori, Ai Calciatori e Staff Tecnico, Ai Tifosi

Carissimi

In considerazione dell’impegno assunto per le prossime elezioni regionali ritengo opportuno dimettermi da vice presidente del Potenza Calcio. Lascio un incarico che mi ha regalato emozioni e momenti avvincenti, ma non abbandono una passione che mi vede convinto sostenitore della valenza sociale dello sport nelle nostre comunità.
Quando ho accettato di abbracciare questo progetto l’ho fatto pensando a quanto lo sport abbia dato a me e ai miei amici di infanzia. Ragazzi con pochi soldi e tanti sogni che crescevano in un piccolo paese interno e che avevano come unico momento di aggregazione proprio il calcio tra piazzette e campi parrocchiali.
Lo sport è impegno, educazione al sacrificio, sfida e generosità verso i compagni di squadra: un patrimonio di valori che conservo quale ricordo meraviglioso di quegli anni.
Un incarico, quello nel Potenza, assunto da un anno e mezzo, quando non era nemmeno ipotizzabile la scelta di impegnarmi per le prossime elezioni regionali e non avrei mai immaginato di essere chiamato oggi a compiere questo passo.
Lo faccio non senza rammarico ma in modo convinto, per rispetto e correttezza; perché mi rendo conto che uno straordinario progetto di comunità rischierebbe di venire infangato dai veleni e dalle strumentalizzazioni di questo aspro dibattito politico che dallo sport avrebbe tanto da imparare.
Non mi sottraggo a questa scelta. Lealtà sportiva vuol dire anche non piegare una squadra a ragioni di consenso. È una mia intima e forte convinzione che non intende, comunque, essere un giudizio su scelte diverse.
Meritano rispetto la società, la squadra, i tifosi e la comunità sportiva che devono proseguire il cammino, lontano da ombre e suggestioni, soprattutto in questo momento.
Sono stati mesi entusiasmanti tra passione sportiva e iniziative sociali. Mesi che hanno visto tornare la Nazionale in regione, in una giornata esaltante con cinquemila studenti sugli spalti e i sindaci di 111 comuni lucani. Spalti che in tutte le gare hanno ospitato una realtà sociale della nostra Basilicata. Un impegno che è stato ripagato con il riconoscimento, da parte della Figc, con il “Premio Fair Play” (unica società di serie C ad ottenerlo) e col “Premio Innovazione ChainOn” conferito, oltre che al Potenza, solo alla Juventus Next Gen, con alle spalle la struttura organizzativa che storicamente ha una società di quella caratura.
Ma sono stati al contempo momenti a tratti difficili, nello sforzo di mettere ordine anche nelle questioni economiche e societarie del passato; momenti a volte duri per i risultati che non ripagavano dell’impegno e deludevano le aspettative dei tifosi; comunque, anche nella cattiva sorte, momenti indimenticabili.
Un turbinio di emozioni che ha consolidato in me la certezza del ruolo sociale dello sport. Un ruolo che non può essere lasciato solo sulle spalle dei singoli che ci mettono buona volontà e impegno. Le istituzioni devono assumere questa priorità in termini concreti. Sostegno operativo ed anche economico, per ripagare il beneficio d’immagine che i livelli sportivi più alti portano alla nostra regione, ma anche e soprattutto per sostenere il valore sociale dell’attività sviluppata sul territorio in favore di chi, come me e i miei amici tanti anni fa, spesso non avrebbe altre occasioni di svago e di crescita.
Oggi ho la consapevolezza di lasciare una comunità sportiva che combatte e combatterà con tutte le sue energie, lanciando anche il cuore oltre l’ostacolo, per essere all’altezza del generoso e instancabile sostegno dei tifosi e della dirigenza.
A loro va il mio sostegno e la mia gratitudine: Non rinunciate al sogno di scalare la classifica! Anche questo è un modo di amare la propria terra. Io faccio il tifo per voi.

Angelo Chiorazzo