Interreg V ItaliaSvizzera OmniBUS 4.0
verso una mobilità transfrontaliera sempre più efficiente e sostenibile
Tracciato a Poschiavo (Svizzera) il primo bilancio del progetto biennale promosso da Provincia di Sondrio e Cantone dei Grigioni mirato allo sviluppo di un nuovo sistema di trasporto pubblico a itinerari “lunghi” per promuovere l’accessibilità dei territori e la sostenibilità degli spostamenti per cittadini e turisti al confine tra l’Italia e la Svizzera.


Nato nel perimetro del progetto di cooperazione transfrontaliera, Interreg V ItaliaSvizzera, OmniBUS 4.0 tocca un nodo cruciale nelle relazioni tra i due stati: la mobilità e l’accessibilità dei territori, fondamentale per cittadini e lavoratori ma anche per i tanti turisti che si muovono tra la Provincia di Sondrio e il Cantone dei Grigioni, capofila del progetto lato elvetico.


In partnership con Regione Lombardia, Agenzia del Trasporto Pubblico di Sondrio e Comune di Livigno i due territori, vicini per posizione geografica ma anche per paesaggi, storia, cultura, relazioni commerciali e vocazione turistica, hanno dato vita al progetto OmniBUS 4.0 per favorire la realizzazione di un sistema moderno, integrato e sostenibile di mobilità pubblica transfrontaliera alpina.


Attraverso il potenziamento della rete di trasporto pubblico e stimolando le interconnessioni tra i diversi operatori treni, autolinee, compagnie di navigazione e gestori di impianti a fune il progetto mira ad incrementare il numero e la qualità dei servizi di trasporto offerti agli utenti locali e ai turisti, favorendo la valorizzazione e accessibilità dei territori e privilegiando spostamenti a basso impatto ambientale.


“Il trasporto pubblico locale è un valore aggiunto per il territorio e per la sua economia: solo nel Cantone dei Grigioni, contribuisce per l’8% al PIL e crea oltre 3.000 posti di lavoro” ha ricordato Walter G. Finkbohner, delegato del Cantone dei Grigioni per i rapporti Interreg sulla mobilità che lo scorso 22 settembre a Poschiavo ha moderato la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, aperta con i saluti di Arturo Plozza, Presidente Regione Bernina e Kaspar Holward, Direttore di Valposchiavo Turismo, nei panni dei padroni di casa. “Avere collegamenti comodi e puntuali è uno stimolo a lasciare a casa l’automobile e semplifica la vita di tutti i giorni: la cooperazione è la chiave verso un futuro all’insegna dell’accessibilità e della sostenibilità” ha sottolineato Finkbohner.


A rendere ancora più impellente la necessità di muovere ulteriori passi avanti per migliorare l’accessibilità dei territori c’è l’ormai vicino e importantissimo appuntamento con le Olimpiadi MilanoCortina 2026 che vedranno protagonista la Valtellina e in particolare Bormio e Livigno, come ha ricordato Elio Moretti, Presidente della Provincia di Sondrio. “Il trasporto pubblico è fondamentale in un’ottica di sviluppo turistico e mentre ci avviciniamo ad un appuntamento di portata eccezionale, che sicuramente attrarrà anche in Svizzera un flusso di visitatori importante.

Il tema della mobilità non è nuovo intorno a questo tavolo di lavoro e già da diversi anni Regione Lombardia e Cantone dei Grigioni lavorano a stretto contatto per favorire l’integrazione delle rispettive infrastrutture e la collaborazione tra operatori locali, oltre che per elaborare protocolli comuni di servizio, segnaletica e comunicazione affinché l’integrazione sia percepita in ogni momento del viaggio, dalla prenotazione alla sua conclusione. Senza trascurare l’impatto ambientale dei trasporti, responsabili dell’emissione di grandi volumi di CO2: anche il car sharing rappresenta un tassello importante in questo contesto, introdotto per esempio con successo a Poschiavo, con l’acquisto di due auto elettriche già a disposizione di turisti e cittadini, ma anche a Sondrio e a Tirano, ove opera la società evai.

“Lavoriamo per un sistema moderno, integrato e sostenibile di mobilità pubblica alpina transfrontaliera.” Con queste parole Maria Cristina Carmeli, Direttore Agenzia TPL Sondrio, ha riassunto gli obiettivi del progetto OmniBUS 4.0. Alla luce delle nuove sfide introdotte dalla pandemia e dalla designazione dei territori olimpici: “Il servizio di trasporto pubblico deve essere rivisto in un’ottica nuova, lavorando su più fronti: la pianificazione transfrontaliera a beneficio di pendolari e turisti, gli interventi infrastrutturali anche nelle stazioni, ove inizia e termina il viaggio, e presso le fermate, che rappresentano il biglietto da visita della rete di trasporto anche per chi non ne fruisce, l’accessibilità intesa in senso fisico ma anche come modalità con cui i viaggiatori hanno accesso alle informazioni e acquistano il biglietto, l’inclusione delle località che non possono essere raggiunte dal trasporto pubblico, l’affidabilità del servizio e la gestione delle turbative al servizio, e ultimo ma non meno importante l’educazione alla sostenibilità a partire dalle scuole”.
Rientrano in questo piano un progetto di Regione Lombardia per l’ammodernamento delle fermate, importanti investimenti per il rinnovamento del parco mezzi e il progetto RFI Easy Station, che interessa anche la linea MilanoLeccoTirano.


Le Olimpiadi Invernali del 2026 fungeranno da acceleratore di progetti già discussi negli anni precedenti, con ricadute positive per il territorio anche dopo la conclusione dell’evento. “Saranno le Olimpiadi più sostenibili e memorabili di sempre. Invece di investire in grandi opere abbiamo optato per un miglioramento diffuso e capillare delle infrastrutture esistenti, per rispondere alle richieste del CIO affinché la macchina organizzativa dell’evento possa essere sempre connessa.” ha spiegato Aldo Colombo, Direttore generale infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile di Regione Lombardia. Oltre 1 miliardo di euro la cifra stanziata per il potenziamento delle infrastrutture, distinguendo tra opere essenziali, connesse e di contesto, circa la metà dei quali (473 milioni di euro) destinati alla Lombardia. Nell’ambito del piano Marshall di ripresa post Covid
Regione Lombardia ha stanziato ulteriori 574,8 milioni di euro che saranno destinati a migliorare l’accessibilità in occasione delle Olimpiadi, con un piano che comprende anche l’acquisto di nuovi treni più moderni.


Al centro della riflessione sul potenziamento del servizio ferroviario transfrontaliero ci sono le reti ferroviarie che da Milano portano fino in Valtellina: per razionalizzare l’utilizzo dell’infrastruttura già esistente, Regione Lombardia ha stanziato 96 milioni di euro per opere ferroviarie, di cui 66 milioni per la soppressione di passaggi a livello e ulteriori 30 milioni per snellire gli incroci. “Abbiamo 46 nuovi treni in consegna, di cui 26 a doppio piano ha sottolineato Fabrizio Bin, Funzionario Infrastrutture, Trasporti e mobilità sostenibile di Regione Lombardia 20 dei quali
sono stati specificatamente acquistati per le tratte della Valtellina. Immaginando il futuro, vedo due nodi fondamentali: la realizzazione di due tratte di raddoppio selettivo, per dare sollievo alla mancanza di ferro in valle, e il prolungamento del collegamento con Tirano fino a Bormio. Senza dimenticare che il treno non è l’unico mezzo possibile in quanto la mobilità pubblica transfrontaliera interessa tutto il trasporto pubblico locale.”