Alberto Simonelli ha realizzato con 594 punti il nuovo record mondiale paralimpico sulle 60 frecce a 18 metri. Il primato, migliorato di 4 punti, lo ha realizzato nel weekend a Nimes (Fra).

“Mi ha ripagato del brutto periodo che ho passato…” ha detto l’azzurro che è da poco uscito da oltre tre mesi di stop per problemi di salute. 

Alberto Simonelli è uno che non molla. Parla per lui una carriera lunga e piena di successi. L’ultimo è il primato mondiale paralimpico sulle 60 frecce a 18 metri realizzato lo scorso weekend a Nimes, nella tappa francese delle Indoor World Series. Dopo la qualifica Simonelli ha messo a referto 594 punti, quattro in più rispetto al precedente primato.  Un risultato eccellente se pensiamo che è arrivato dopo un lungo periodo di inattività dovuto a motivi di salute. Una situazione che Simonelli ha già vissuto in passato.
Un esempio? Ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, in seguito a una caduta, venne ricoverato e operato alla testa al suo rientro in Italia. Dopo poco tornò in pista continuando a scrivere la storia del tiro con l’arco italiano e internazionale. Col suo compound è arrivato fino ai Giochi di Rio 2016, dove ha vinto l’argento bissando quanto aveva già ottenuto ai Giochi Paralimpici di Pechino 2008. Poi, negli ultimi due anni, titolare fisso sia della Nazionale Paralimpica che della Nazionale “normodotati”, con la quale ha conquistato – tra i vari successi – l’argento a squadre ai Mondiali outdoor di Città del Messico 2017 e l’argento ai Mondiali indoor di Yankton nel 2018. Nel frattempo si è fregiato del titolo mondiale a squadre para-archery a Pechino 2017 e, la scorsa estate, anche del titolo europeo sempre insieme a Paolo Cancelli e Matteo Bonacina.

Questo inverno ha vissuto di nuovo una situazione difficile. Ma ancora una volta il suo carattere gli ha permesso di guardare avanti. “In pratica ho passato tre mesi tra casa e ospedale, per una flebite a una gamba e successivamente per infezione – spiega Simonelli -. Poi, causa complicazioni, mi sono preso una bronchite e ho addirittura rischiato che mi amputassero tre dita dei piedi. Insomma, ho vissuto uno dei peggiori momenti della mia carriera, secondo solo all’operazione che subii dopo l’infortunio di Londra. Psicologicamente ero molto giù, ma per fortuna dopo le cure antibiotiche i medici sono riusciti a rimettermi in sesto e, pur senza allenamenti, a dicembre sono tornato in gara realizzando 590 punti alla prima uscita post ‘infortunio’. Ho gareggiato altre due volte e in un’altra occasione ho di nuovo messo a segno 590 punti. Poi ho preso parte alla gara di valutazione della Nazionale ‘normo’ a Rovereto e infine è arrivata Nimes…”.

Nel frattempo Rolly ha ricominciato ad allenarsi e, pur non a pieno regime, a Nimes ha tirato fuori un’altra delle sue prestazioni super…
“Prima di partire ero titubante, soprattutto per le ore di viaggio che servivano per arrivare in Francia. Poi però ho deciso di partire, anche perché volevo testare il nuovo arco e altre attrezzature fornitemi dagli sponsor. Così, pur senza essere tornato a pieno regime, sono arrivati questi 594 punti e ieri sera la gradita sorpresa della comunicazione World Archery che mi confermava l’omologazione del primato mondiale paralimpico. E pensare che ero andato sulla linea di tiro senza nessuna aspettativa, volevo solo tornare in campo internazionale e testare i materiali. A inizio gara speravo di poter ripetere il 590 che aveva realizzato nelle precedenti occasioni e, dopo la prima parte di gara mi sono detto: ‘sono ancora capace a tirare…’. La lettera della Federazione Internazionale è stata una bella sorpresa, che mi ha ripagato per questi tre mesi di sofferenza che ho vissuto”.

Neanche a dirlo, nella testa di Rolly non è mai balenata la possibilità di mollare arco e frecce. “Non ho mai voluto smettere di tirare e ho sempre pensato di tornare quanto prima sulla linea di tiro. Certo, quanto mi è accaduto mi ha messo a dura prova, perché è tutto successo nel giro di poche ore. Al pomeriggio sono stato male e la notte ero in ospedale. Adesso per fortuna è tutto passato e mi hanno fatto molto piacere i complimenti che mi stanno arrivando anche attraverso i social. Per fortuna il carattere mi ha aiutato a reagire. Anche in passato sono sempre uscito fuori dai momenti di difficoltà. Sono un tipo combattivo, il tiro con l’arco è il mio sport, è la mia vita e non voglio rinunciarci. Più risultati positivi ottengo e meglio sto. Quindi sto lavorando per questo mettendo all’angolo la sfortuna”.

E ora che Simonelli è tornato, i suoi progetti sono già a breve e medio termine.
“Aspetto i Tricolori indoor paralimpici: a Pesaro voglio riprendermi il titolo italiano assoluto che ho ceduto lo scorso anno. Poi mi concentrerò sull’Italian Challenge e i Tricolori Indoor di Rimini. Finiti quelli il lavoro sarà tutto incentrato sulla stagione all’aperto. Ci saranno i raduni con la Nazionale Paralimpica, dove potrò allenarmi sulle lunghe distanze in inverno e poi la trasferta di Dubai e quella di Olbia che saranno fondamentali per preparare i Mondiali in Olanda di giugno”.
Sarà una stagione impegnativa come sempre e, neanche a dirlo, Alberto “Rolly” Simonelli punta a confermarsi tra i migliori al mondo per raggiungere il pass per Tokyo 2020…

Ufficio Stampa