Le Lame, vero “International”: undici nazioni tra sapori olimpici, primavera araba e il judo di Vladimir Putin. Su tutti regna Antonio Maria Garofalo
Le Lame International Sagrantino Tour ha archiviato il suo primo internazionale 2017 con la vittoria di Antonio Maria Garofalo. E’ lui il migliore dei 46 binomi al via nel Gran Premio 145 a due manche “Gizeta Infissi”. Unico doppio netto, in sella a Hope Van De Horthoeve, con il tempo di 52”58 nel secondo giro, Garofalo ha lasciato alle sue spalle Roberto Prandi su Caturano II (1/0).
Il terzo posto è andato all’ Azerbaigian, con il cavaliere olimpico Jamal Rahimov in sella a Warrior (4/0, 43”80).
Seguono: Luca Marziani su Saxo des Hayettes (4/0, 48”78), Juan Carlos Garcia con Zilver (4/0, 49”18),  Emanuele Massimiliano Bianchi su Vadetta VH Mettenhof (4/0, 50”68) e Giuseppe Rolli Balisto Z (4/0, 52”44). Chiudono la top ten, Roberto Turchetto in sella a Enasco Fortuna (0/4, 52”96), Nicole Ferranti con Bon Jovi (1/4) e Nico Lupino su Eta Beta di San Patrignano (5/0).
“Hope è la mia principessa”. Questo il commento a caldo del ventisettenne napoletano Garofalo. “Più della vittoria, quello che mi rende felice è vederla in netta ripresa dopo l’infortunio che ci è costato un allontanamento forzato dai campi gara per qualche mese. Hope – aggiunge Garofalo – è una cavalla generosa, con grande cuore e molti mezzi. E’ la cavalla che chiunque sognerebbe di montare. Domani, come sempre, avrà il suo paddock per l’intera giornata”.
Hope Van De Horthoeve è stata sotto la sella di Giampiero Garofalo dall’età di 5 anni fino ai 7, per poi finire agli ordini di Antonio con cui fa binomio da tre anni. “Abbiamo ripreso da poco a fare le gare – commenta Antonio – ma già son grandi le soddisfazioni dopo i Gran Premi Italia di Cattolica e Busto Arsizio e questa vittoria”. Sul concorso di Montefalco, commenta: “Organizzazione, location, ospitalità e cucina di qualità rara. I campi sono favolosi. Ieri ha piovuto parecchio, ma dopo dieci minuti dalla fine del temporale era tutto agibile. La famiglia Zampolini ha, da parte mia, tutta la stima e l’ammirazione possibili”.

L’edizione 2017 ha registrato 300 cavalli. Montepremi stanziato, 77.000 euro.
E poi c’è il padrone di casa, Nicola Zampolini, da sempre impegnato nel catering del concorso umbro e pilastro importante nell’organizzazione, che oggi ha siglato la sua prima esperienza come show director internazionale. “Posso solo ringraziare il gruppo affiatato di cui faccio parte. Il vero segreto è questo –  ha commentato Zampolini – ovvero poter contare su persone professionali e affidabili, motivate dalla passione comune. Ringrazio in particolar modo Alessandro Gubbini e Eleonora Cardinali che mi hanno sostituito egregiamente in cucina. Per qualcuno potrebbe sembrare superfluo quello che dico, ma la cucina è il primo biglietto da visita, è il vero termometro dell’ospitalità e noi ci teniamo particolarmente. In merito al concorso, sono lieto di aver ospitato cavalieri e amazzoni provenienti da tutta Italia e da 10 nazioni straniere. E’ stato un vero internazionale”.

Vero sapore internazionale

Undici nazioni sono scese in campo per la sfida “Le Lame International Sagrantino Show Jumping”: Arabia Saudita, Argentina, Azerbaigian, Canada, Colombia, Liechtenstein, Russia, Svizzera, Spagna, Svezia e, ovviamente, Italia.

Tra i partecipanti, il trentenne Jamal Rahimov, cavaliere di esperienza olimpica che ha rappresentato l’Azerbaigian nelle arene di Pechino 2008 e Londra 2012.

L’Arabia Saudita ha schierato Dalma Rushdi Malhas, 25 anni, da tempo uno dei simboli sportivi delle pari opportunità femminili. Il suo nome è stato richiamato a lungo dalla stampa generalista e di settore, nel periodo che precedeva i Giochi Olimpici di Londra. Periodo che ha segnato una svolta storica sotto la bandiera dell’Arabia Saudita, con il riconoscimento alle donne del diritto di qualificarsi e partecipare alle Olimpiadi. Ora si prepara a partecipare a titolo individuale nell’arena di Villa Borghese, per l’85° CSIO di Roma Piazza di Siena.

Protagonista del tour amatori, infine, il russo Boris Rotenberg, istruttore di Judo di Vladimir Putin.

Ufficio stampa