La prima striscia di risultati positivi in Prima Divisione della storia dei Guelfi Firenze è ufficialmente aperta. I gigliati, dopo essersi imposti sui Warriors Bologna per 39-6, si sono ripetuti, sempre al “Guelfi Sport Center”, contro i Grizzlies Roma con il risultato di 27-12. I viola hanno così ottenuto un altro successo di grandissima rilevanza in ottica salvezza e si sono portati al quarto posto in graduatoria nel girone centro-sud, l’ultimo utile per accedere alla fase dei play-off che inizierà al termine della regular season. Il match andato in scena fra i fiorentini ed i capitolini è stato uno scontro che ha vissuto di tanti momenti diversi: la prima parte di gioco è stata completamente appannaggio dei padroni di casa, che poi hanno subito il tentativo di rimonta dei romani nel terzo quarto e nelle fasi iniziali dell’ultima frazione, prima di chiudere il match con uno splendido touchdown del giovane Federico Carboni. La compagine toscana ha dunque mostrato un grande senso di unità nei momenti più bui, rispondendo alle difficoltà che si erano palesate nella seconda frazione di gioco con una difesa tenace ed agguerrita ad ogni snap controllato da Hoffman, il quarterback avversario. Il prossimo appuntamento dei Guelfi Firenze è fissato per le ore 18.00 di sabato 30 aprile, quando in riva all’Arno arriveranno le Aquile Ferrara. Il team estense, il primo affrontato dai gigliati in stagione, si impose nella gara disputata al “Mike Wyatt Field” per 21-17.
La cronaca del match:
I giocatori danno il via al match dopo aver osservato l’esibizione delle Jade Dragon Cheerleaders. Il primo possesso offensivo è per la formazione romana, che scende in campo con Hoffman dalle 26 yards offensive. La difesa dei viola è però attenta e rimanda a sedere i diretti avversari con un solo primo down concesso. Il successivo drive gigliato consente ai padroni di casa di portarsi subito avanti nel punteggio: Ross Stowers è autore di una corsa che frutta un ingente guadagno e Daniel Dobson entra in end zone con un’azione simile al successivo terzo down. S. Petrucci aggiunge il punto addizionale. 7-0. Grizzlies Roma incapaci di reagire ed il three-and-out viene propiziato anche dal decisivo sack di Paul Vellano su Hoffman. I Guelfi Firenze sono un rullo compressore e Daniel Dobson corre leggiadro in touchdown con una corsa personale su situazione di gioco rotto. 14-0 al termine del primo quarto. Cambia la frazione, ma non lo spartito di gioco e stavolta è Riccardo Giachin a mettere a segno il secondo sack di giornata sul quarterback avversario. L’attacco di casa però non ne approfitta con Dobson che si ritrova costretto a lanciare sotto pressione al quarto down ed ottiene solo un intercetto (il primo in stagione), con ritorno stoppato prontamente dai compagni di squadra. L’attacco capitolino è ancora quieto e colleziona un altro three-and-out con Kyle Griffin protagonista di un ritorno pazzesco con guadagno superiore alle 40 yards e palla posizionata sulle 3 yards offensive. L’occasione è ghiotta e Ross Stowers ne approfitta per firmare il suo primo touchdown stagionale con una breve corsa. Il calcio di trasformazione sfuma a causa di uno snap sbagliato. 20-0. Prima dell’intervallo la difesa toscana riporta un’altra vittoria con l’intercetto di Simone Anzà su lancio di Hoffman. La ripresa dei Guelfi Firenze è condizionata da una serie di falli che facilitano la rimonta dei Grizzlies Roma: Gargano firma il primo touchdown nel terzo quarto e Bertocchini fa lo stesso in avvio di ultima frazione; in ambedue le situazioni è Kyle Griffin a stoppare il calcio per il punto addizionale. 20-12. La squadra di casa si scuote però nel momento decisivo, nega ai Grizzlies Roma un altro touchdown con una difesa arcigna e pone termine alla partita con la segnatura pesante di Federico Carboni che riceve fra due avversari, si smarca e mette i piedi in end zone per il 27-12. Prima del fischio finale c’è motivo di festeggiare anche per il fumble recuperato dal rientrante Christian “Death” Petrucci.
Matteo Dinelli, head coach dei toscani, si è espresso come segue al termine della partita:
“Sono soddisfatto per il risultato. Il programma era quello di fare tesoro delle lezioni imparate nelle prime tre uscite stagionali per far fruttare tali insegnamenti nelle successive gare casalinghe. C’è ancora tanta strada da fare, nel primo tempo abbiamo commesso pochissimi errori, segnando quasi ad ogni possesso, non ricorrendo mai al punt e tenendo gli avversari fermi a 0. Nella ripresa si è verificata una flessione che ci capita spesso e che riconduco ad un atteggiamento mentale da perfezionare, dispiace ancora di più visto che non siamo riusciti a capitalizzare il rientro con palla in mano che poteva darci altri punti anche con delle corse, che oggi hanno funzionato molto bene. Le nostre indecisioni hanno dato modo ai Grizzlies Roma di rialzare la cresta e l’inerzia della partita si è spostata in loro favore, alla fine però ci siamo scossi dal torpore, anche per merito di una grande difesa, ed i valori in campo sono venuti fuori. Non sono partite facili, il livello è alto ed i Grizzlies sono una gran bella squadra”.
Come ti spieghi il calo di inizio ripresa, solo un problema di testa dopo il 20-0 della prima metà di gioco?
“E’ una responsabilità che si deve prendere tutta la squadra, compresi noi allenatori che commettiamo l’errore di dare per scontato che i giocatori siano in grado di mantenere la stessa intensità, mentre basta un attimo di relax per andare sotto in uno sport dove devi sempre essere al 100%. Noi paghiamo spesso questi cali di concentrazione, ma oggi sono anche contento perché guardando il rovescio della medaglia possiamo parlare di una grande reazione al momento di difficoltà”.
Ancora tante flags, sintomo che resta qualcosa da limare sotto questo aspetto:
“Sono assolutamente d’accordo. Ci sono state anche chiamate discutibili, ma le accettiamo perché siamo tutti esseri fallibili e quindi non possiamo prendercela con gli arbitri se in una certa situazione siamo in disaccordo con loro, fanno un lavoro veramente difficile e degno di rispetto. Quello che invece mi preoccupa è il quantitativo di penalità che abbiamo incamerato. Voglio più attenzione sotto questo punto di vista: la macchina deve funzionare perfettamente ed ognuno deve stare alle regole e non fare falli che possono pregiudicare la partita e la stagione. Su questo non transigo”.
Questo è stato anche il match del ritorno in campo di “Death” Petrucci, cosa ha dato il capitano?
“Ha fatto un’ottima prestazione, come tanti altri validi ragazzi. Nel nostro meccanismo è indispensabile ed abbiamo pagato la sua assenza. E’ il nostro capitano ed oltre alle sue doti di giocatore ci dà anche tanto sotto il profilo del carisma”.
Kyle Griffin ha fornito una prestazione spaziale, ma anche Federico Carboni si è distino per il touchdown decisivo:
“Kyle Griffin necessitava di un periodo di apprendimento, ma io mi aspetto di vederlo sempre come in questi ultimi due impegni: è forte, intelligente, picchia duro e fa gruppo con la squadra. A tutte queste cose aggiungo anche che è un ottimo ragazzo. Federico Carboni ha preso il premio della partita che assegnano i coach. Questo riconoscimento non deve essere scambiato con quello di MVP, noi non ci focalizziamo sul migliore in campo, ma su chi ha incarnato meglio di tutti lo spirito dei Guelfi Firenze durante il match. Lo conferiamo solo in caso di vittoria e contro i Warriors Bologna se l’era portato a casa Simone Petrucci”.