Quelli della quinta categoria rappresentano un nutrito blocco costituente l’anima più verace del tennistavolo. A Norbello se ne sono visti circa un’ottantina, tra maschi e femmine, con l’entusiasmo di sempre e desiderosi di manifestare margini di miglioramento. Sul gradino più alto del podio sono saliti Alessandra Mura de La Saetta e Mariano Zucca della Polisportiva Atletica Serramanna. Li ha premiati Simone Carrucciu, nella duplice veste di presidente del Tennistavolo Norbello e della Fitet Sardegna: oltre a ringraziare i presenti per l’importante spinta che danno al movimento, si è complimentato con i due nuovi arbitri Ignazio Pireddu e Adriano Secchi che hanno dato una preziosa mano al Giudice Arbitro Nicola Mazzuzzi.
MARIANO ZUCCA SI RIPETE A DISTANZA DI DUE ANNI

L’affabile e cortese atleta serramannese decise di riprendere la racchetta in mano dopo venticinque anni di inattività. E nello stesso periodo di due anni fa ebbe il suo primo exploit della sua nuova carriera pongistica vincendo proprio nel Guilcer. Giudica questo risultato insperato ma la sua marcia verso il successo è sembrata impegnativa solo nei sedicesimi di finale quando c’è voluto il quinto set per dirimere la controversia agonistica con il presidente dell’Alghero Christian Salvatore Mulas. Poi tutto apparentemente più tranquillo con i successi su Luciano Macrì e Vito Moccia (San Orione Rosmarino Carbonia). Infine la semifinale vinta agevolmente su Luca Costantino Pilo (Libertas Ping Pong Monterosello) e lo scontro conclusivo dove si è imposto su Salvatore Motzo dell’Alghero in tre set.

PARLA IL VINCITORE

La vittoria di Norbello è giunta dopo un periodo non troppo esaltante per Mariano Zucca. “Nell’ultimo anno ho combattuto con una fastidiosa tendinite al gomito – dice – che ha limitato i miei allenamenti. Solo ora comincio a non avere più dolore, senza fastidi si riesce a trovare maggiore concentrazione, allontanare paure e fobie di ricadute immediate. Ma vista l’età sono più che soddisfatto perché la ripresa pongistica è da considerare puro divertimento e svago”.

Di un risultato di queste proporzioni non se ne parlava nemmeno di striscio..
Non pensavo proprio di arrivare in finale e vincere; visto il parterre di validissimi giocatori provenienti da tutta la regione speravo di superare il girone ed eventualmente togliermi qualche soddisfazione nei turni successivi, ma non di arrivare fino in fondo.

Le partite più ostiche quali sono state?
Quella con l’amico Vito Moccia che nell’ultimo periodo sta dimostrando grande freschezza atletica e concentrazione; è sempre più difficile riuscire a vincerci contro. L’altra vittoria sofferta è stata contro Christian Salvatore Mulas, giocatore che non conoscevo. Si è dimostrato molto dinamico e veloce negli scambi e ottimo sui block.
Che stimoli dà questo successo?
Cercare ancora di crescere come società, insieme agli amici del tennistavolo Serramanna che già si prodigano rubando tempo al lavoro e alla famiglia per cercare di allargare il gruppo con l’inserimento di nuovi elementi. I primi risultati spero non tardino a venire. Per quel che mi riguarda, continuare a praticare questa disciplina per la passione che mi trasmette; divertirmi e trascorrere sereni momenti in compagnia di tanti amici, nuovi e tantissimi d’annata.

PAROLA ANCHE ALL’ALTRO FINALISTA

Nella sua galoppata verso la finale Salvatore Motzo ha eliminato nell’ordine Giordano Sini (Monserrato), Marcello Cilloco (Libertas Sassari), Enrico Bianciardi (San Orione Rosmarino), Nazzaro Pusceddu (Guilcier Ghilarza).
“Devo dire che quella di domenica 20 marzo 2016 resterà per me una data memorabile – confessa il pongista catalano – perché dopo 25 anni di onesta manovalanza pongistica (il mio debutto agonistico risale alla stagione 1989/90 – Campionato di Promozione) finalmente torno a casa con un piccolo trofeo; il che, oltre ad inorgoglirmi alquanto, gratifica un pochino anche mia moglie per tutte le domeniche passate a casa mentre io giocavo in capo al mondo. Sono soddisfazioni. Prima finale in assoluto, quindi… bella sensazione”.

Quali armi tecnico – tattiche hai sfoderato per arrivare sino allo scontro finale?
Ritengo di essere un giocatore scarsissimamente dotato dal punto di vista tecnico; per intenderci, il topspin ed io siamo due entità che vivono in universi paralleli e che, quindi mai si incontreranno. Cerco, quindi, di sopperire alle lacune tecniche con disciplina tattica ed ottimizzazione dell’utilizzo dei pochi fondamentali di cui dispongo: taglio e block, sia passivo che spinto, e schiacciata. Mi reputo un difensore anomalo, blocco e taglio molto pesante sul tavolo, cercando di sporcare il gioco per chiudere il punto con la schiacciata di dritto; detto così sembra facile ma dal punto vista mentale e di disposizione tattica opero un gioco estremamente (per me) dispendioso che, in questa occasione almeno, mi ha permesso di avere la meglio su atleti ben più blasonati e tecnicamente dotati. Modestamente mi faccio i complimenti da solo per come è andato il mio torneo, soprattutto per aver tenuto alta la concentrazione sino alla fine; onestamente non ho nulla da rimproverarmi. Grande torneo!

Gli avversari più impegnativi, durante la tua ascesa, quali sono stati?
Non posso fare torti a nessuno, tutti gli avversari incontrati domenica mi hanno impegnato notevolmente. Li elenco e ringrazio nell’ordine con cui li ho affrontati.
Claudio Cassitta: mio compagno di squadra quest’anno sacrificato alla D2. Attaccante completo molto preciso sia con il dritto che con il rovescio. Ostico e tenace mi ha sconfitto per 11-9 al quinto del set del primo incontro disputato nel girone eliminatorio. Bravo.
Pierpaolo Cubadde: almeno 15 anni che non lo incontravo. Si vede che ha un po’ di ruggine, ma i fondamentali tecnici li ha ben presenti e stilisticamente non gli si può dire nulla. Sconfitto in 3 sets senza demeritare.
Manuel Broccia: beh, in futuro potrò vantarmi di averlo battuto. Tecnicamente molto ben impostato e ragazzino simpatico ed educato. Sentiremo parlare di lui.
Giordano Sini: difficile e tecnicamente molto valido. Probabilmente mi ha sottovalutato ed è sceso in campo con un pochino di sufficienza. Non mi ha permesso cali di concentrazione e sono riuscito a sconfiggerlo in 4 set dopo essere stato in svantaggio.
Marcello Cilloco: la mia partita più bella contro un avversario che stimo molto. Stilisticamente è uno dei più bei giocatori da vedere del circuito isolano e ci conosciamo praticamente dai miei esordi pongistici negli anni ’90, quando era l’enfant prodige del tennistavolo sassarese e batterlo era veramente difficile. Sono andato avanti con un parziale di due set a zero, imponendo il mio gioco sporco (devo ringraziare alcuni punti di spigolo e retina) e attaccando con precisione ma senza farmi eccessive illusioni sull’arrendevolezza dell’avversario che, infatti, ha fatto suo il terzo set giocando il suo bel tennistavolo di topspin di rovescio effettati ed insidiosi. Sono stato comunque bravo a non distrarmi ed a chiudere la partita al quarto set. Mi sono piaciuto!
Enrico Bianciardi: sinceramente non lo conoscevo. Puntinato ostico e molto valido dal punto di vista tecnico e dotato di un gran bel topspin di dritto Sono partito bene ed ho fatto mio il primo set abbastanza facilmente, il che mi ha reso un pochino troppo allegro ed ho quindi perso meritatamente il secondo. Ho cercato di riprendere la concentrazione e ho chiuso la partita in quattro set, giocando in maniera accorta e senza prendere eccessivi rischi. Comunque avversario molto coriaceo e simpatico. Ho apprezzato i suoi complimenti.
Nazzaro Pusceddu: semifinale contro uno dei giocatori più difficili per il mio stile di gioco: puntinato lungo molto offensivo sia con il topspin di dritto che con palle anticipate e spinte con il rovescio anomalo di puntino, ed in più mancino. Ho dovuto cambiare tutti i miei schemi e ribaltare l’impostazione di gioco per cercare di tenerlo sulla parte del rovescio per non farlo attaccare. Come se non bastasse nell’intervallo tra quarti di finale e semifinale ho avuto la spiacevole sorpresa di trovare la racchetta rotta dentro il fodero ed ho giocato semifinale e finale con la racchetta di riserva, con cui non ho avuto lo stesso feeling. Comunque sono partito bene ed ho fatto miei i primi due set imponendomi di fare quello che dovevo per tenerlo inchiodato sul rovescio, riuscendoci anche. Nel terzo e quarto set la musica è cambiata ed è stato il mio avversario ad imporre il suo gioco ed a tenere viva la partita portandola al quinto set che, dopo una battaglia di nervi, ho fatto mio ai vantaggi. Complimenti a Nazzaro, comunque; è stata una bella partita.
Mariano Zucca: degno vincitore del Torneo. Mi ha inchiodato con attacchi anticipati in topspin portati mezzo metro dentro il tavolo e di fatto non mi ha mai fatto entrare in partita. Sicuramente di categoria superiore alla mia, mi ha battuto meritatamente in tre set lasciandomi pochissimo spazio. Complimenti a lui.

Come giudichi complessivamente la tua stagione 2015/16 fino a questo momento?
Sinora ottima. Abbiamo vinto il campionato di Serie D1 con tre giornate di anticipo e finalmente torneremo in C2, ho una percentuale di vittorie in campionato decisamente buona pur giocando costantemente da terzo uomo e sono arrivato alla finale di un torneo regionale over 2000. Beh… mi accontento!

I tuoi progetti futuri?
Il mio futuro agonistico resterà legato al G.S.T.T. Alghero, società in cui milito da sempre e per la quale cercherò, come sempre, di fare il meglio che posso. Personalmente ritengo di aver compiuto, negli anni, dei costanti miglioramenti ed affinamenti del mio stile di gioco e cercherò di proseguire sulla stessa linea. Insomma, non si finisce mai di imparare.

Considerazioni finali?
Voglio ringraziare i miei compagni di squadra che domenica mi hanno sostenuto sino all’ultimo punto, incitandomi a lottare anche quando era palese chi avrebbe vinto la finale e così anche tutti gli amici che mi hanno manifestato simpatia e stima durante il torneo. I miei compagni di squadra, Christian Mulas, Emilio Albero, Marco e Claudio Cassitta e Gianni Occhioni, stanno costantemente migliorando il loro livello di gioco e questo, di riflesso, porta grossi benefici anche a me: potermi allenare con attaccanti di buon livello aiuta il mio gioco da difensore atipico ad essere sempre più efficace. Un grazie, infine, al nostro presidente Christian Mulas per l’impegno che mette per il continuo miglioramento della nostra società”.

Oltre ai terzi posti di Pilo e Pusceddu, da segnalare che tra i primi otto c’erano anche Gianni Pomata e Alessandro Polese dell’Azzurra Cagliari.

Ufficio Stampa