C’e’ una legge, nella vita come nello sport, alla quale non si scappa. A vincere è chi fornisce la prestazione migliore o, in alternativa, chi sbaglia meno. Per la seconda trasferta consecutiva i Seamen steccano il finale, dopo una partita giocata in chiaro scuro, convertendo una possibile vittoria in una delusione. Chi ha negli occhi Garret Safron chiamare lo snap nell’ultimo quarto, a un passo dalla end zone orobica, con il punteggio che recita 25 a 20 per Bergamo, sa di cosa stiamo parlando. Tre snap pazzi, un pitch avventato e una serie d’imprecisioni condannano i campioni d’Italia ancora una volta lasciando un amaro in bocca che, questa volta, stenta ad abbandonare la bocca di addetti ai lavori e semplici tifosi. A poco servono, purtroppo, il ritorno a punti di Lorenzo Vezzoli, per lui due touchdown e la meta realizzata da Simone Colescia che ricopre un fumble nella end zone avversaria. I 32 punti messi a segno dai Lions, che svolgono con maggiore ordine il proprio compito, sono davvero troppi come troppi sono i giochi che vedono il quarter back milanese lanciare senza quell’intesa con i ricevitori che servirebbe per dare un volto vincente al reparto offensivo. Il 32 a 20 conclusivo fa suonare il campanello d’allarme, ma soprattutto esaurisce il bonus a disposizione della squadra che già in altre circostanze, vedasi l’anno scorso, ha attraversato momenti difficili, superati con una certa brillantezza. Ad incidere, nell’occasione, potrebbero essere i tanti volti nuovi e il poco tempo a disposizione per ritrovare la bussola. A parlare per tutti è il presidente Marco Mutti che con il consueto pragmatismo esorta la propria squadra a ritrovare fiducia, ma soprattutto sottolinea come una formazione imbottita di nazionale e dotata di uno dei migliori quarter back americani in circolazione in Italia abbia molto di più da offrire. La pausa di Pasqua giunge quanto mai opportuna per tirare le fila, recuperare energie e, soprattutto, amalgamare i nuovi arrivati, affinare i giochi e migliorare la conoscenza del play book. Forse, solo dopo le feste, vedremo il vero volto dei “Marinai” quando all’Arena arriveranno proprio i Lions per un retour match da far tremare i polsi, nel quale i Seamen ripongono grande volontà di riscatto. L’inno dei tricolori s’intitola “We are the one”: una frase il cui senso, in questo momento, assume un significato quanto mai opportuno.

IFL 2016
Lions Bergamo – Seamen Milano 32-20