Oltre duecento a San Felice per il primo Convegno Nazionale sulla ricaduta economica della pesca ricreativa e sportiva
Una folta partecipazione ha contraddistinto il primo Convegno Nazionale sulla ricaduta economica sul territorio della pesca ricreativa e delle attività connesse, organizzato dal Circeo Fishing Club in collaborazione con Global Fishing Magazine, il portale della pesca in mare. Davanti agli oltre duecento intervenuti, giunti da tutta Italia, è stato lanciato un forte grido di allarme per richiamare l’attenzione sul grave sovra sfruttamento del patrimonio ittico dei nostri mari. «In un’ottica di rivalutazione dell’economia del mare e della pesca ricreativa, che ne rappresenta la maggiore attività, il depauperamento che stanno subendo le nostre acque da parte della pesca industriale – sottolinea il presidente del Circeo Fishing Club, Gino Anastasia – corre il rischio di azzerare ogni tipo di opportunità. La pesca ricreativa, ovvero quella praticata ai soli fini ludici, è una attività che a pieno diritto, nel mondo, viene considerata una delle principali risorse dell’economia produttiva. Pesca ricreativa e business sono un binomio inscindibile e la ricaduta, sul territorio, della filiera economica che se ne genera è valutata in un giro di affari degno delle più importanti produzioni industriali».
La pesca ricreativa offre una eccezionale trasversalità che difficilmente è possibile riscontrare in altri settori, coinvolgendo dalla nautica ai servizi, dalle aziende di settore al turismo ed altro ancora.
«Molti gli esempi nel mondo – prosegue Anastasia – che certificano queste considerazioni: in Europa, specie in Irlanda e nel Regno Unito, hanno incluso da anni la pesca nelle attività produttive. Le Canarie sono un punto di riferimento per la pesca ricreativa, che prevale sulla pesca professionale e rende quelle isole destinazione di molti appassionati. Altrettanto dicasi per la Florida, dove questo concetto si massimizza e diventa emblematico. Stato con un’economia prevalentemente agricola, ha come seconda risorsa economica il turismo, la cui porzione più importante è espressa dal mare e dalla pesca ricreativa. Andare a pesca con strutture abilitate è un fatto comune, da quelle parti, con un giro di affari importante. In Italia, dove ad un potenziale di biodiversità unico al mondo , ad uno dei mari più belli del mondo si aggiunge un’offerta culturale e turistica strabiliante, oltre a quella enogastronomica, un’offerta alieutica qualificata sarebbe una valorizzazione economica assai interessante. Ma per fare questo si deve passare necessariamente per severe azioni di tutela del mare».
Una valorizzazione delle attività di pesca ricreativa concorrerebbe anche a contrastare la forte stagionalità delle attività delle località costiere, già sofferenti da stagioni che, con l’avanzare della crisi economica internazionale, sono diventate sempre più corte.
«Il turismo di pesca – conclude il presidente del Circeo Fishing Club – non si ferma neanche in inverno e nei mari ricchi di pesce i pescatori, mossi dalla passione, sono pronti ad investire nei loro sogni».
Tanti i protagonisti del settore che hanno fornito il proprio contributo al dibattito, a cominciare da Umberto Simonelli, direttore di Global Fishing Magazine, insieme ad Antonio Gigli vicepresidente nazionale della Fipsas – la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee – al responsabile delle Relazioni Istituzionali Sergio Schiavone, al presidente della sezione di Latina Domenico Petruzzino e al giudice di gara Franco Tagliaferro. Presenti anche il delegato provinciale del Coni Fabrizio Malgari, il supervisore tecnico del Coni Lazio Marcello Zanda, il consigliere regionale del Lazio Giuseppe Simeone, l’onorevole Francesco Biava, il comandante della Guardia di Finanza Rosario Di Pinto, il comandante della capitaneria di porto Dino Mucciarelli, il comandante dei Carabinieri di San Felice Circeo Antonio Mancini, e in rappresentanza del Comune di San Felice Circeo il consigliere Giuseppe Bianchi e il delegato del sindaco Franco Domenichelli. Molte le realtà imprenditoriali interessate al tema, come l’Italcanna e l’Artico, uniche due aziende del settore la cui gamma è completamente made in Italy, e i Cantieri Rizzardi.

Ufficio Stampa