Udinese, il ds Giaretta: “Stramaccioni? 17 punti nel girone di ritorno sono eloquenti. Orientati verso Colantuono. Su Allan, Scuffet e Quagliarella…”

Il direttore sportivo dell’Udinese, Cristiano Giaretta, è intervenuto in diretta nella trasmissione “Calciomercato Live”, su Sportitalia:

Chi tra Inter e Juve è più avvantaggiata nella corsa ad Allan?
“A dir la verità non c’è un club più avvantaggiato dell’altro,  non ne stiamo ancora parlando in maniera molto concreta, d’altronde la Juventus è molto concentrata su un obiettivo importantissimo, l’Inter sta solamente programmando, è più concentrata sull’estero, quindi non riesco a dare una percentuale dell’una piuttosto che dell’altra. Vedremo quale sarà la proposta più interessante, cercando di condividerla ovviamente con il calciatore e con il suo agente, per vedere eventualmente il suo futuro, ma non è scontato il fatto che parta. Il giocatore potrebbe anche rimanere perchè vogliamo costruire una squadra competitiva essendo anche un anno importante per noi, con l’inaugurazione del nuovo stadio, quindi ci teniamo molto a fare bene”.

Allan potrebbe quindi essere a disposizione di Stefano Colantuono?
“Allan può sicuramente rimanere e far parte di un gruppo importante a disposizione del nuovo allenatore, che andremo a presentare probabilmente questa settimana o a partire dalla settimana prossima. Vediamo un po’. Sicuramente può far parte di una rosa che vogliamo allestire in maniera importante”.

Colantuono è il primo nome della vostra lista in questa fase?
“Senz’altro sì, possiamo dire di sì. Lo riteniamo un buonissimo profilo, quindi siamo orientati in quella direzione”.

C’è la decisione di non rinnovare il rapporto con Andrea Stramaccioni. Di Natale ha detto che c’entra poco con la scelta della società di non proseguire questo matrimonio. Sono i risultati del campo ad aver portato a questa scelta?
“Esatto, non c’entra nulla Totò, non c’entra nulla nessuno. Penso che siano stati tirati in ballo anche altri allenatori, ma assolutamente non ci sono problemi di natura tecnica, non ci sono problemi di natura comportamentale, o di rapporto con i giocatori. La decisione deriva semplicemente ed esclusivamente da un punto di vista tecnico, di valutazione, di quanto è stato fatto nel campionato, soprattutto nel girone di ritorno, dove purtroppo non siamo stati in grado di produrre con continuità certe prestazioni e quindi anche risultati positivi. 17 punti nel girone di ritorno sono eloquenti per portarci a prendere certe decisioni”.

La Fiorentina continua il pressing su Scuffet. L’Udinese vuole tenerlo?
“Guardi, in realtà noi abbiamo necessità che Scuffet vada a giocare con una certa continuità, perchè comunque l’anno scorso si era messo in grande evidenza disputando 17 partite consecutive in Serie A da titolare. Quest’anno abbiamo fatto una scelta diversa con Karnezis, scelta tra l’altro molto azzeccato, perchè lo abbiamo messo in vetrina e si è rivelato un portiere di assoluto livello. Simone ha necessità di andare a giocare, condivideremo, cercheremo di valutare le opportunità che più si presentano in maniera positiva per lui. A prescindere da dove andrà a giocare, aspetto sicuramente importante, ma è molto più importante che Simone giochi con una certa continuità perchè credo che sia cresciuto molto, ha lavorato in silenzio in questa stagione per lui difficile, però abbiamo visto anche nelle ultime due apparizioni in campionato che il ragazzo merita. E’ cresciuto molto dal punto di vista tecnico, della sicurezza personale, quindi è giusto che la prossima stagione sia per lui una stagione importante”.

Lo stadio può garantire qualcosa in più ai giocatori a livello psicologico?
“Le strutture sono importantissime per cominciare a costruire qualcosa in Italia dal punto di vista tecnico, di valorizzazione dei giocatori e quant’altro. Troppo spesso si sente parlare del fatto che la Nazionale sia in difficoltà perchè ci sono troppi stranieri in Italia, ma non condivido questa opinione, nel senso che è la riflessione che arriva per ultima, ma il punto di partenza deve essere quello di cominciare dalle strutture, ma per strutture intendo non solamente gli stadi di proprietà che oramai devono essere uno status symbol per tutti – l’Inghilterra ha fatto il salto di qualità attraverso gli impianti -, ma anche i centri sportivi per i settori giovanili, insomma tutte le strutture sono assolutamente un punto di partenza troppo importante. Per questo a Udine siamo molto orgogliosi perchè nella prossima stagione andremo a inaugurare uno degli stadi più belli d’Italia e sarà il secondo stadio di proprietà in assoluto in Italia, quindi un gioiello molto importante che ci permetterà di alzare ulteriormente il nostro profilo. Però ripeto e sottolineo che bisogna passare dalle strutture, altrimenti faremo sempre fatica a compararci con i club del resto d’Europa”.

E’ vero il vostro interessamento per Fabio Quagliarella?
“No, non è vero, nel senso che Quagliarella è sicuramente un nome affascinante, non solo dal punto di vista tecnico, ma affascinante per tutti i nostri tifosi, che lo amano per quanto ha fatto a Udine. Però è un’operazione troppo difficile, Quagliarella è un punto cardine per il Torino, che non vuole privarsene. Poi mi insegnate anche voi che le variabili del mercato sono sempre le più imprevedibili. In questo momento la situazione è questa, vedremo nei prossimi tre mesi di mercato, visto che il mercato si deve ancora aprire”.

Ufficio Stampa

Francesco Cherchi