I Leoni d’Africa del Pontificio Collegio Urbano conquistano per il secondo anno consecutivo il Mondiale ecclesiastico, superando 2-1 il Mater Ecclesiae. E’ il secondo titolo in nove anni per il collegio internazionale di Propaganda Fide.

 

Bronzo alla Gregoriana vittoriosa 3-1 sul Sedes Sapientiae. A premiare i preti con gli scarpini il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini, il Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura mons. Melchor Sanchez e il Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici S.E. mons. Josef Clemens.

I Leoni d’Africa del Pontificio Collegio Urbano alzano al cielo la Clericus Cup 2015. Dopo un anno esatto la Coppa col Saturno, il trofeo del Mondiale pontificio, promosso dal Csi, torna dunque nel seminario gianicolense, di Propaganda fide, la Congregazione dell’evangelizzazione dei popoli. In finale i biancogialli, portacolori del Vaticano, hanno superato 2-1 il Mater Ecclesiae. Rete iniziale su rigore realizzata dal capitano dell’Urbano, il talentuoso camerunense Romeo Ntsama. Sempre dal Camerun arriva il raddoppio dell’Urbano a metà del primo tempo, con una bella finalizzazione di Blaise Ewang, al suo terzo centro nel torneo. A pochi attimi dall’intervallo arriva il bel gol celeste del Mater Ecclesiae. A realizzarlo l’altro numero 10, anch’egli capitano, il messicano Jesus Daniel Cervantes, con un gran tiro da fuori area. Nella mezzora del secondo tempo la pressione mariana  si fa insistente, con l’Urbano rapido nelle ripartenze. Al fischio finale dell’arbitro Gerardo Picarella si arriva sul 2-1. Termina così il nono Mondiale della Chiesa, organizzato dal Centro Sportivo Italiano con il patrocinio dell’Ufficio sport della Cei, del Pontificio Consiglio per i Laici e del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano.
A centrocampo festa grande per vincitori e vinti insieme nel Regina Coeli, intonato in coro dai due rettori dei Collegi finalisti: mons. Vincenzo Viva del Pontificio Collegio Urbano, che già un anno fa aveva  festeggiato la vittoria del primo scudetto, assieme allo spagnolo Oscar O’ Turrion, rettore-giocatore del Mater Ecclesiae, titolare oggi al centro dell’attacco bianco-celeste.
A consegnare ai campioni clericali la Coppa dopo l’ultimo “rito calcistico” stagionale è stato  il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini. “E’ una grande occasione in cui sentire la fraternità sacerdotale che ognuno metterà in pratica ovunque andrà. Bella esperienza tra i sacerdoti e chi si sta preparando alla vita pastorale. È sulle cose concrete che bisogna trovarsi perché sulle idee siamo concordi, come ha ricordato papa Francesco. Su tutte le maglie delle 16 formazioni partecipanti alla Clericus Cup, quest’anno c’è stata in bella evidenza il richiamo al passaggio vincente di Bergoglio: “Giochiamo in attacco la partita del Vangelo” e anche questa finale ne è stato un bell’esempio. Alla cerimonia di premiazione hanno presenziato il Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici S.E. mons. Josef Clemens ed il Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura mons. Melchor Sanchez.
Mons Clemens ha detto: “un aspetto fondamentale è giocare insieme in una squadra: è essenziale per l’attività pastorale.  Per questo è importante appoggiare l’iniziativa. Valorizzare i talenti, rispettare le doti degli altri. Lo ribadisco sempre e pochi giorni fa lo ha ribadito anche papa Francesco”. “Il successo di questa iniziativa è enorme – ha dichiarato Mons. Sanchez – Quando sono all’estero tutti mi chiedono della Clericus che è diventato un bel biglietto da visita per i collegi pontifici, per la Chiesa e il Vaticano perché viene subito associato a queste realtà.  Per noi non si tratta solo dell’immagine positiva ma del ruolo dello sport come parte del processo di crescita dei futuri sacerdoti.  Per la loro missione educativa”. 
Nella finale per il terzo posto netta vittoria della Pontificia Università Gregoriana, 3-1 sul   Sedes Sapientiae per la gioia a bordo campo del vicerettore Padre Vincenzo D’Adamo.

Numeri, curiosità
Alla Clericus Cup 2015 hanno partecipato 382 seminaristi o sacerdoti, con passaporto di 67 nazioni al mondo: Il Messico è il paese più rappresentato con 37 atleti, davanti a Italia, 31 iscritti e Nigeria con 29 giocatori. Sono state 102 le reti finora realizzate nelle 30 partite disputate, fra regular season e fasi ad eliminazione diretta. Qualche peccatuccio di troppo: 40 i cartellini estratti dagli arbitri del Csi: un rosso, 38 gialli, ed un solo azzurro (espulsione temporanea di 5 minuti). È stata, inoltre, l’edizione che ha visto per la prima volta qualificarsi il Collegio Spagnolo ai quarti di finale, il portiere ucraino del Collegio Brasiliano Petro Protsiv pregare per la pace nel suo Paese e l’intera formazione del North American Martyrs giocare con il lutto al braccio, con il simbolo del Nazareno come solidarietà ai cristiani perseguitati in Medioriente. E infine don Davide Tisato, centrale difensivo del Redemptoris Mater, arrivare alla destra del Santo Padre, per benedire i fedeli con Francesco dalla finestra del Palazzo Apostolico, in occasione dell’Angelus domenicale in cui il Vescovo di Roma, celebrò in San Pietro le ordinazioni dei sacerdoti diocesani.

I premi del torneo
Come tradizione oltre ad un riconoscimento a ciascuna delle 16 formazioni iscritte, sono stati assegnati alcuni premi individuali. I calciatori premiati al termine della finale da don Alessio Albertini con dei testi inerenti lo sport in oratorio e le storie di tre grandi figure (Pier Giorgio Frassati, San Filippo Neri e San Giovanni Bosco (nell’anno del bicentenario della sua nascita). Un gesto simbolico per non dimenticare, anche sul rettangolo di gioco, l’orizzonte pastorale come principale e prioritario impegno di vita e di studi per i presbiteri. Il miglior tecnico, è il laico Leo Luciani, allenatore del Mater Ecclesiae. Il miglior portiere del torneo, è stato Isaac Moreno Sanz, il capitano, estremo difensore del Collegio Spagnolo che ha fatto la storia della Roja nel torneo. Il miglior giocatore è risultato Richard Dapilah, il forte bomber ghanese del Sedes Sapientiae, autore di 5 reti nel torneo. Capocannoniere della Clericus si conferma ancora una volta l’italo-liberiano Edwin Salnitro dell’ Istituto Teologico San Pietro di Viterbo. Dopo i 13 gol del 2014, quest’anno il mancino sanpietrino è stato capace di realizzarne altre 11.

Albo d’oro

2007 Redemptoris Mater
2008 Mater Ecclesiae
2009 Redemptoris Mater
2010 Redemptoris Mater
2011 Gregoriana
2012 North American Martyrs
2013 North American Martyrs
2014 Pontificio Collegio Urbano
2015 Pontificio Collegio Urbano

Un po’ di storia
Il Redemptoris Mater è il seminario pontificio ad aver conquistato il maggior numero di scudetti Clericus: i neocatecumentali hanno realizzato il “triplete”, vincendo nel 2007, nel 2009 e nel 2010. I sudamericani del Mater Ecclesiae hanno interrotto il dominio dei gialloblu vincendo l’edizione del 2008. Gli studenti della Gregoriana hanno inciso il loro nome sulla Coppa con il saturno nel 2011, perdendo poi il possibile bis in finale (3-0) nel 2012 contro i Martyrs nordamericani, campioni anche nel 2013. La Coppa è rimasta sul colle Gianicolo anche nel 2014, conquistata dal Collegio Urbano, il seminario della congregazione di Propaganda Fide.

UFFICIO STAMPA CLERICUS CUP