“NAPOLI? NON SO NULLA. HO VOGLIA DI METTERMI ALLA PROVA IN UNA BIG. NAZIONALE CILIEGINA SULLA TORTA”

Il centrocampista dell’Empoli, Mirko Valdifiori, è stato ospite della trasmissione di Sportitalia “Calcio & Mercato”. Ecco il suo lungo intervento:

Moggi ha detto che ti ha preso il Napoli…
“Detto da una persona importante come lui, ci sarà da crederci? Io guarda non so nulla. Io penso ad andare in campo, come ho sempre detto”.

Quanto vale Valdifiori, 40-50 milioni?
“(sorride, ndr) Stiamo bassi”.

In un centrocampo a due hai giocato un paio d’anni fa…
“Sì, ho giocato con Aglietti e anche inizialmente con Sarri eravamo partiti a due e poi abbiamo cambiato modulo”.

Non sarebbe un problema…
“No, è normale che le cose importanti le sto facendo in un centrocampo a tre, però ho giocato anche a due”.

Il tuo procuratore Mario Giuffredi ci ha detto che non giocavi neanche in serie B, poi è stato fatto un grande lavoro e sei arrivato alla Nazionale. E’ stato un paradiso all’improvviso?
“Come ha detto giustamente Mario, venivo da un’annata sfortunata, nella quale ho avuto un mezzo infortunio, e con Sarri non avevo fatto un grande inizio di stagione. Dopo venivo da 2-3 panchine. Poi ho conosciuto Mario e ha riacceso quella voglia, quell’entusiasmo dentro di me, mi ha spinto a credere in me stesso, perchè avevo perso un po’ di fiducia. Dopo ci sono stati questi tre anni importanti, con la finale playoff, con la vittoria del campionato, la salvezza anticipata di 3-4 giornata che per una società come l’Empoli, per come eravamo partiti, era quasi impensabile. E’ stato un percorso di crescita e spero che questo percorso così positivo duri il più a lungo possibile”.

Ma credi che il tuo ciclo sia finito? Forse sei sbocciato tardi e adesso ti aspetti subito una big?
“Io mi sento pronto per mettermi alla prova, avrei voglia di mettermi alla prova, poi saranno gli addetti di mercato, gli addetti delle società a decidere se puntare o no su Valdifiori. Io cerco di fare il meglio in campo, cerco di fare un buon finale di stagione nonostante l’Empoli sia già salvo, perchè so che la gente va in giro a guardare le ultime partite e poi prende la decisione finale. Ogni giocatore spera sempre che gli venga data una possibilità anche di mettersi alla prova in un club più importante, senza togliere nulla all’Empoli, perchè io a Empoli sarò sempre grato. Anche queste voci che circolano attorno a me fanno piacere, poi quello che sarà si vedrà tra un mese. Ci penserà Mario insieme all’Empoli a studiare un po’ il futuro”.

Quando è arrivata la convocazione della Nazionale come l’hai presa?
“E’ stato un grandissimo traguardo. L’anno scorso, quando ho vinto la partita col Pescara, approdando per la prima volta in Serie A, non credevo di raggiungere la Nazionale. E’ stata la ciliegina sulla torta di un’annata per me straordinaria, irripetibile. Questa annata non me la dimenticherò mai. Poi una volta che mi sono ritrovato lì, con grandi giocatori, con grandi campioni, è stata sicuramente un’emozione nell’emozione, fino all’esordio con l’Inghilterra, quando ho cantato l’inno, ho abbracciato i miei compagni, con 38.000 persone che cantavano l’inno d’Italia… da brividi. Con la mia famiglia, con mia moglie, erano tutti lì, è stato un qualcosa di unico e straordinario”.

Avete qualche problema nel fare gol, ma producete un grande gioco. Questa è una soddisfazione per il presidente Corsi che ha investito su una squadra di giovani.
“Sì, esatto, penso che la forza dell’Empoli sia stata quella di mantenere l’ossatura della squadra che l’ha portata in Serie A. La filosofia dell’Empoli tutti la conosciamo, è quella di credere nei propri giovani, per poi provare a rivenderli e fare anche la Serie A magari con gli incassi per l’anno dopo. C’è la mano di Corsi, che sicuramente è un grande presidente, c’è la mano di Marcello Carli, che è un direttore al quale due anni fa avevano dato una squadra che veniva da un playout e ha rischiato di andare in C; e la squadra è poi riuscita ad arrivare  prima ad una finale playoff e poi alla vittoria di un campionato. Poi se esprimiamo un bel calcio e sappiamo tutti cosa dobbiamo fare, penso che gran parte del merito sia di mister Sarri”.

C’è un Valdifiori in Serie B di 22-23 anni che ti ha colpito? Tra Mario Rui e Sepe, chi è cresciuto di più nell’ultimo anno?
“Io seguo sempre il campionato di Serie B. C’è Ronaldo che secondo me è stato penalizzato da questo infortunio, ma aveva fatto i primi sei mesi veramente alla grande, stava facendo cose importantissime, ma poi nel calcio purtroppo ci sono anche gli infortuni. So che è un ragazzo valido su cui l’Empoli punterà. Poi Viviani e Fossati hanno fatto molto bene nel ruolo che ricopro anch’io. Se in Italia ci si crede, sono giovani che in prospettiva possono diventare anche giocatori importanti, soprattutto a livello nazionale e per la Nazionale italiana. Poi per quanto riguarda Mario e Gigi, sono due amici: Mario è cresciuto molto sotto l’aspetto difensivo, tattico. Lui è arrivato a Empoli che era un terzino di quelli che spingeva, spingeva sempre sulla fascia e a volte aveva qualche pecca a livello difensivo. Invece lavorando con Sarri è migliorato molto e anche lui ha dimostrato al primo anno di Serie A di essere uno dei migliori terzini del campionato. Sepe ha una grande personalità e potrebbe fare il titolare a Napoli, mi ha proprio impressionato”.

Si parla di 30-32-40 milioni per Dybala.  Secondo te può valere questa cifra?
“Secondo me, sì. Li vale perchè ha dei colpi veramente da fuoriclasse. Poi non dimentichiamoci che è un ’93, ha solo da crescere e da maturare.  Quindi l’ambiente della Juve, con dei grandi campioni, può essere solo l’ideale per lui”.

Secondo te Pogba è il giocatore migliore che abbiamo in Italia?
“Pogba è sicuramente un campione. Sia all’andata che al ritorno purtroppo non sono riuscito a giocarci contro, è un rammarico che ho, perchè non ha giocato. A volte sembra un gigante che gioca con i bambini, per la naturalezza e la semplicità delle giocate”.

Tu di che squadra sei?
“Non sono mai stato un gran tifoso, io ho sempre seguito un giocatore che era Veron, simpatizzavo per le squadre in cui ha giocato”.

Sarri potrebbe fare bene in una potenziale big come il Milan?
“Secondo me sì, potrebbe fare bene perchè ha le carte in regola per entrare in un ambiente anche difficile come il Milan in questo momento. Ha l’esperienza, ha le sue idee, ovvio che deve trovare i giocatori che seguono le sue idee tattiche, ma poi è normale che ogni allenatore che arriva porta il suo gioco e quello in cui crede. Lui lo ha dimostrato facendo la gavetta, vincendo in quasi  tutte le categorie, quindi quando uno vince in quasi tutte le categorie c’è un motivo. Spero che anche a lui venga data un’opportunità in un grande club, perchè se lo merita”.

Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne