Un grande campione che torna sui suoi passi, dopo tanto tempo, regala sempre emozioni intense a chi l’ha conosciuto e apprezzato. E’ l’effetto che farà, ai tifosi della Virtus, sapere che martedì prossimo tornerà in città Tom McMillen, re per una stagione con la canotta della V nera.

Quando arrivò a Bologna, per disputare con la Virtus la stagione 1974-75, quella del dopo-Fultz, Charles Thomas McMillen, detto Tom, era uno dei migliori prospetti del basket universitario statunitense. 211 centimetri, poderoso centro-ala forte già in odore di Nba, fece una mossa che all’epoca fece parlare parecchio oltreoceano. Prima scelta dei Buffalo Braves (col numero 9 assoluto al draft 1974), decise infatti di prendersi un altro anno per iniziare un percorso di studi alla prestigiosa università di Oxford. E fu a quel punto che l’avvocato Porelli poté intervenire, grazie ai buoni uffici del cugino del campione, il compianto John McMillen che all’epoca era il vice di Dan Peterson sulla panchina bianconera.

Fu così che McMillen, prima di spiccare davvero il salto nella Nba, per restarci undici stagioni, giocò quella annata magica a Bologna, sempre di corsa tra aerei da prendere e allenamenti del fine settimana (ma solo quelli, per motivi di studio) organizzati al volo per prendere confidenza con compagni che si chiamavano Serafini, Albonico, Bertolotti, Tommasini, Bonamico, Antonelli, Valenti, Benelli.

Fu una stagione importante, che riportò la Virtus (allora griffata Sinudyne) tra le prime quattro forze del basket italiano. Quarto posto finale dietro a Forst Cantù, Ignis Varese e Innocenti Milano, e approdo ai quarti di finale di Coppa delle Coppe. McMillen la interpretò magistralmente, chiudendola con 1221 punti in 40 partite (26 di stagione regolare e 14 di poule scudetto), alla media di 30.5 a partita. In Coppa delle Coppe, realizzò 216 punti in otto partite, con 27 di media-gara.

Chiusa la parentesi italiana, Tom McMillen approdò effettivamente alla Nba con la canotta dei Buffalo Braves. Giocò una stagione a Buffalo, una ai New York Knicks, sei con gli Atlanta Hawks e tre con i Washington Bullets, prima di chiudere la carriera agonistica con 729 partite totali (416 ad Atlanta), 5914 punti con una media di 8.1 a partita.

Intrapresa quella politica, è stato eletto al Congresso degli Stati Uniti d’America come deputato democratico alla Camera dei Rappresentanti, rimanendo in carica (rieletto due volte) fino al 1993.