Domenica la sfida con Ortona, guidata dall’ex capitano della Nazionale: “Il Pala Bigi? Mi ricordo il tetto storto…”
Un fuoriclasse sulla strada della Conad: a Reggio arriva Alberto Cisolla
Lo schiacciatore trevigiano si racconta: “L’emozione più bella il villaggio olimpico, in campo l’Europeo vinto nel 2005”
E’ uno dei giocatori più amati del volley italiano dell’ultimo decennio
Un simbolo per la sua professionalità e la sua classe, che dimostra anche fuori dal rettangolo di gioco e ne fa uno dei sex symbol anche al di là del mondo pallavolistico.

A 37 anni, Alberto Cisolla ha ancora una gran voglia di giocare e domenica, con la maglia della sua nuova squadra, la Sieco Service Ortona capolista della serie A2 UnipolSai, lo farà per la prima volta al Pala Bigi nella sfida contro la Conad in programma alle ore 18.00.
“In categoria non ci ho mai giocato, ma più di 20 anni fa, da ragazzino nella Junior League di Treviso, una partita la ricordo. Aveva il tetto storto vero?” – chiede incuriosito il “Ciso”.
Il Pala Bigi non è cambiato, per lo schiacciatore trevigiano quasi tutto: da capitano della Nazionale, con la quale ha vinto tra le altre cose l’Europeo 2005 (col premio di MVP) e l’argento alle Olimpiadi di Atene 2004, alla prima esperienza in questa categoria dopo quasi vent’anni in A1, la maggior parte dei quali nella sua Treviso.
“Conosco ancora poco dell’A2, per questo bisogna andare cauti coi giudizi, ma di certo posso dire di essere molto felice della scelta di giocare ad Ortona – racconta il martello trevigiano – La mia intenzione era quella di continuare a giocare (nel frattempo ha fatto anche il commentatore per Sky Sport, ndr), perchè ritengo di potercela ancora fare. La condizione economica non era la priorità, cercavo solo una soluzione che ben si coniugasse con la mia situazione familiare. E il volo Ryanair da Pescara a Bergamo per raggiungere mia moglie e mia figlia Giorgia (6 anni) è l’ideale, visto che abitiamo a Salò. Inoltre, la situazione tecnica è ottima perchè gioco in una squadra di livello e per una società molto buona”.
Questa Ortona cosa può temere della Conad? “Per me è tutto nuovo, come detto, ma certo so che Reggio è un team che può fare molto bene. Ha un allenatore come Luca Cantagalli che è una garanzia e conosco molto bene, oltre a capitan Guemart. Con Michel ho giocato due anni fa a Latina, l’ho sentito a metà settimana e siamo pronti a sfidarci”.
Hai in squadra un giocatore come Michalovic, opposto capace di mettere giù 92 palloni in 3 partite. Ti ha impressionato? “Innanzitutto bisogna dire che Peter è un grandissimo lavoratore e i risultati lo ripagano per questa sua voglia. Non a caso Latina lo scorso anno lo acquistò come opposto titolare in A1, fu sfortunato e probabilmente aveva bisogno di più tempo per capire il nostro campionato. Qui ad Ortona è nella situazione ideale per esprimersi al top, difficile fare paragoni ma il suo livello è davvero altissimo”.
Sin dove volete arrivare, anche perchè il tuo acquisto significa avere ambizioni importanti… “Questa è una società che negli anni ha fatto una crescita graduale, con la fortuna e la bravura di poter costruire su uno zoccolo duro. Da Lanci a Simoni, da Guidone a Di Meo allo stesso Maiorana, calabrese ormai trapiantato ad Ortona. Non ci sono solo sei titolari, è dura guadagnarsi il posto per tutti quanti ed è giusto sia così. Alla fine del girone d’andata mi renderò conto della situazione complessiva ma credo che, come ha detto il nostro presidente, rimanere tra le prime 4 e giocarsi le finali di Coppa Italia sia doveroso. Ci vorrà costanza e anche un pò di fortuna, l’A2 mi pare molto più equilibrata della massima serie, dove ci sono 3-4 squadre che fanno un altro sport”.
Nell’album dei ricordi, scegliamo i più belli di una straordinaria carriera? “Beh, l’Olimpiade è qualcosa di unico e quella di Atene è stata incredibile, ma non solo per l’argento che abbiamo conquistato. No, la cosa più bella è stata vivere il villaggio olimpico, quell’ambiente impossibile da descrivere e che solo chi c’è stato può capire. Pallavolisticamente parlando, la vittoria dell’Europeo 2005, con la finale a Roma vinta al tie-break contro la Russia, davanti a 12mila persone e sotto due set a uno, è stata il massimo”.

Ufficio Stampa