STAICO: “NELLA SECONDA FASE VOGLIO VINCERE IL PIU’ POSSIBILE”

SELARGIUS. Delusione mista a voglia di riprovarci subito. Il tutto condito da una nuova consapevolezza: nelle arterie del San Salvatore Selargius scorre sangue ambizioso. “Se sono deluso per non essere riuscito a giocar per la promozione? A metà – spiega Fabrizio Staico, coach e artefice della comunque positiva stagione giallonera – penso che essere allenatore significhi sempre avere ambizioni verso il proprio gruppo. Le stesse nascono e crescono man mano che frequenti le tue ragazze, ne comprendi lo spessore umano e la validità del gruppo nel suo insieme. Ecco perché la delusione c’è ma è sempre unita all’umiltà e alla soddisfazione per il traguardo raggiunto”.

Cosa non ha funzionato?

Pochissimo. Questo gruppo è stato rinnovato con tre nuovi elementi e altrettante ragazze del settore giovanile. Questo ha inizialmente rallentato la costruzione del buon gioco e di una mentalità devota al sacrificio. Basta vedere la classifica. Chi sta la sopra, quest’anno, ha cambiato pochissimo. Prendiamo nota e guardiamo al futuro.

Anche la formula ha fatto la differenza. Qualcosa che da subito non ti era mai piaciuto.

Semplicemente perché ha tolto a tante squadre motivazioni troppo presto. Pensare che già a gennaio non si giochi per i due punti dice tutto. Dicono che la federazione ha fatto questa scelta per risparmiare, ma non capisco in che modo. Personalmente, sarei partito dalla formula della stagione passata, migliorandola.

Parliamo dei nuovi arrivi. Sono tempi maturi per dire com’è andata.

Parliamo di tre ragazze con esperienze e trascorsi differenti. Nordio è un’atleta di grande fisicità e potenzialità, che ha però bisogno di acquisire sicurezza nei propri mezzi, di lavorare con intensità sulle proprie lacune per trasformarle in punti di forza.

Brunelli è una giocatrice importante in questo campionato. Ha gambe e tecnica di alta fascia, condite da una versatilità per me inaspettata. Nel suo futuro c’è un ruolo da vera protagonista.

Visconti arriva dalla serie A1 non per caso e per noi è stato il vero salto di qualità in fatto di centimetri e presenza fisica. Gran talento offensivo che ha ritrovato consapevolezza nei propri mezzi.

Può bastare a far tornare il sorriso il fatto di essere la migliore sarda del momento?

Con tutto il rispetto delle nostre conterranee, penso che per crescere occorra guardare più lontano. E’ solo una piccola soddisfazione che non può bastare a far dimenticare l’ultimo sfortunato epilogo con Trieste e Vicenza all’andata.

Quel’è stato il momento chiave della stagione?

Muggia in casa. Le ragazze hanno mostrato grande unione d’intenti. Da lì in poi è stato un costante migliorarsi e aiutarsi a vicenda.

Quanto si avvicina, oggi questa squadra, al tuo gioco preferito?

Abbastanza. Il mio gioco è molto più semplice di quanto si pensi. Facili letture offensive utili a trovare la strada più breve per andare a canestro. Il tutto condito da giocatrici di grande personalità e da un pizzico di imprevedibilità. Al bando, insomma, lo schema a tutti i costi.

La squadra cresce a piccola passi, la società invece?

L’entusiasmo di tutto l’entourage e quello dell’anno di fondazione. La conquista della Serie A2, arrivata grazie all’enorme esperienza dei dirigenti storici, sembra al momento il massimo risultato raggiungibile. La mia sensazione è che da qui in avanti occorra però uno sforzo maggiore, forse traducibile in maggiori energie, maggiore attenzione ai particolari.

Ci sono giovani su cui puntare per la prima squadra da qui ai prossimi 5 anni?

Dietro la serie A c’è l’under 19. Alcune si allenano in prima squadra da tempo. Giovani che devono però investire un sacrifico doppio sul campo per conquistarsi il posto. Più in basso crescono i gruppi nella loro totalità, in particolare l’under 13, l’under 14 e l’under 15 femminile, tutte in arrivo da buoni risultati regionali e nazionali. Non faccio nomi perché sarebbe in contrasto col buon senso che obbliga a evitare pressioni, magari già presenti in famiglia, o esagerate aspettative.

La salvezza è già in cassaforte?

Da un punto di vista di classifica si. Dal punto di vista mio personale, invece, sento il desiderio di continuare a vincere. Più in alto arriviamo, da più in alto ricominciamo.