Peccato davvero. La Morpho Basket Piacenza arriva ad un passo, anzi ad un punto dal sogno ma, proprio quando sembrava fatta, viene costretta a tornare sulla Terra dal canestro siglato da Renfroe, che regala all’Enel Brindisi il pass per le semifinali di Coppa Italia. Di una sfida durata ottanta minuti, perché giocata su gara di andata e ritorno, si ricorderanno soprattutto i fatidici otto secondi finali della partita odierna

 

 

ossia quelli che hanno deciso nel bene (per Brindisi) e nel male (per Piacenza) le sorti di un confronto serratissimo, sempre giocato a testa alta da entrambe le formazioni. Come nelle sfide più avvincenti, gli istanti prima della sirena finale sono stati i più emozionanti: Piacenza, sotto di quattro, subisce fallo e manda Harrison a segnare i due liberi che valgono la qualificazione del turno, in virtù dei tre punti di margine conquistati dai biancorossi all’andata; mancano 8”, Brindisi arriva nella metà campo ospite con l’obbligo di realizzare per ribaltare i risultato: ci riesce con Renfroe “mano gelata”. Restano sul cronometro ancora due secondi, dopo il time out di Corbani è Voskuil a prendersi la tripla della vittoria, ma il canestro, fatidicamente, la respinge.

Per la Morpho Basket finisce cosi, con il cuore ancora a mille, un quarto di finale iniziato col botto al PalaBanca e portato avanti con determinazione e coraggio anche in terra pugliese, soprattutto quando i padroni di casa parevano avere il possesso della partita. Al capolavoro scritto dai ragazzi di Corbani è mancata solo la firma finale, rimane però la consapevolezza di aver disputato un’altra memorabile performance contro un team ambizioso e sempre favorito nei pronostici. Complimenti a tutti i protagonisti di questa impresa sognata, sperata, concretizzata per pochi secondi e poi sfuggita solo sulla sirena.

In siffatta serata di pura adrenalina, è doveroso sottolineare l’ottima prova dell’ex Luca Infante (17p. e 8 rimbalzi), e il supporto indispensabile dato dalla panchina biancorossa con Perego (che ha sostituito egregiamente un Anderson gravato di falli) Scarone e Casella. In casa brindisina, invece, il trascinatore è stato J.L Hunter (18p. 61% da due), supportato sia dai lunghi Borovnjak e Poletti che soprattutto dal play Renfroe, responsabile del tiro della “condanna” di Piacenza.

Cosi Coach Corbani a fine incontro: ”L’Enel è stata brava a segnare alla fine quando ormai avevamo la vittoria in pugno, dopodiché per noi non c’è più stato tempo necessario per ribaltare di nuovo il risultato. Siamo arrivati a Brindisi determinati, sempre convinti di potercela giocare fino in fondo e cosi abbiamo fatto. Rispetto all’ultima gara di campionato, abbiamo attaccato meglio la zon-press e difeso con più intensità sui loro lunghi, inoltre sono soddisfatto della prova di Richi Perego, che stasera ha tenuto benissimo il campo, e di Luca Infante, un giocatore in crescita. Da questa sconfitta dobbiamo estrapolare le cose migliori, cioè i nostri progressi in fatto di gioco e di coesione del gruppo: tutti hanno dato qualcosa alla causa, come è ovvio abbiamo qualche giocatore più in forma e qualcuno meno, però siamo sempre stati coperti con le rotazioni e questo è un ottimo segnale. Anche questa partita è una tappa utilissima nel nostro percorso di crescita quotidiano!”

LA PARTITA:

Il pubblico di Brindisi chiede ai suoi ragazzi di fare la partita, ma è Piacenza a partire con una marcia in più grazie alle realizzazioni degli Usa Harrison e Anderson (0-4). I padroni di casa impiegano però poco meno di un minuto per acciuffare il pareggio e ribaltare il risultato (7-4), anche se i biancorossi rimangono li con la tripla di Capitan Passera (11-11). Il massimo vantaggio dei pugliesi arriva sul 15-11, poi un Luca Infante in grande spolvero (già 6 punti) piazza il -2 per i suoi, a dimostrazione che vuole dimenticare al più presto la performance “ombrosa” dell’ultima uscita. Il primo parziale si chiude con Brindisi avanti sempre di due lunghezze, e Piacenza costantemente in scia.

Fatica la formazione di Bucchi nei primi istanti di secondo quarto, più che giocare sembra che improvvisi, e di questa situazione ne approfittano Anderson e Co. per pareggiare di nuovo a quota 21. Il primo timeout della gara arriva dopo tredici minuti dallo start, a chiamarlo è l’allenatore brindisino e lo fa per schiarire le idee ai suoi giocatori, troppo lenti in difesa e poco concreti in attacco (8 palle perse). La strigliata dell’ex coach dell’Olimpia Milano serve a qualcosa perché Brindisi tocca altezza +3 (24-21), nonostante la pressione di far risultato continui a farsi sentire sulle spalle dei biancocelesti, tant’è vero che i falli di squadra sono già 10, e la maggior parte dovuti al nervosismo. In un momento in cui gli americani dell’ Enel sono più assenti che mai, a creare un gap importante ci pensa Mitchell Poletti (31-24) ,fino ad ora miglior marcatore assoluto con 10 punti e un positivissimo 4/5 da due. La sfida si scalda di colpo sul 33-26, quando mancano due giri di lancette dalla fine, e il merito va alla difesa dei locali che blocca l’azione in attacco di Piacenza e costringe Corbani a chiamare timeout. Probabilmente è il periodo più buoi per i biancorossi che si schierano a difesa a tutto campo per minare le sicurezze avversarie: i liberi di Perego, entrato al posto di Anderson già carico di tre falli, regalano il 37-32, poi però Hunter scippa letteralmente il pallone dalle mani di Scarone, realizza in solitaria e blocca la rincorsa degli ospiti prima di andare negli spogliatoi per la pausa lunga. (39-32).

La prima azione del terzo parziale porta un brutto colpo a Piacenza perché ad Anderson viene fischiato il quarto fallo, che subito dopo, come una tigre, si lancia a canestro per il -6. Il problema falli non dà tregua ai ragazzi di Corbani, costretto a richiamare in panchina anche Harrison, a sua volta gravato da quattro falli. Brindisi non si lascia scappare l’occasione d’oro, vola 44-34, cioè sul massimo vantaggio, infierendo su una Morpho Basket priva momentaneamente dei suoi uomini migliori. Adesso Brindisi sembra aver messo l’inerzia dell’incontro dalla sua parte, grazie ad una difesa brillante e ad un attacco sempre più preciso, ispirato dalle acrobazie di J.L Hunter, candidato a mvp del match (14p.). Proprio quando la gara sembrava prendere la strada dei padroni di casa, Voskuil entra finalmente in partita e, supportato da un incisivo Riky Perego, trascina i compagni di squadra in zona “di equilibrio” (48-42). I colpi di scena non finiscono mai, la mano pregiata di Ndoja riporta l’Enel sul 53-44, ma non c’è tempo di esultare perché il tecnico fischiato a Bucchi permette ai biancorossi di rosicchiare quattro punti in pochissimi secondi: gli attimi finali di terzo quarto sono concitati, i pugliesi si riprendono tutto il vantaggio perso di 10 punti, Harrison lo riduce a -5 ed infine Poletti dai liberi fa 2/2 per il 57-50 conclusivo di questi 30 minuti di match.

Scende in campo scatenata la formazione di Corbani: l’ex Infante e la tripla di Harrison valgono il -2, con Piacenza potenzialmente qualificata al turno successivo. Il match è però ancora lunghissimo, Renfroe punisce dall’arco siglando il 62-57, ma soprattutto contribuisce a fare uscire dalla partita Dwayne Anderson per cinque falli. Una bruttissima tegola, tuttavia piangersi addosso non serve e Piacenza lo sa bene: difende con più veemenza e Perego realizza il libero del -3, sottolineando che l’esito dell’incontro è più che incerto. La panchina di Piacenza esplode sulla bomba magica di Scarone (65-63), costretto subito dopo ad uscire per cinque falli. Si può dire che la partita inizi ora, il bollente PalaPentassuglie incita suoi beniamini, esaltando il solito Hunter che pesca il canestro più fallo (ma senza segnare il libero!); dall’altra parte del campo Borovnjak manda in lunetta Infante (68-63), fantastico anche nel segnare la tripla del vantaggio piacentino! A 40” Brindisi torna avanti di 4, ma Piacenza ha il match point nelle mani e due liberi da tirare: Harrison li segna entrambi e porta momentaneamente i suoi al passaggio del turno. Rimangono 8” secondi al termine, Bucchi chiama la sospensione per dare le ultime istruzioni, Renfroe rientra in campo e realizza il tiro (difficile) del nuovo +4. E’ l’ultimo canestro della serata perché il tentativo della disperazione di Voskuil, a 2” dalla sirena, non va a segno: Brindisi stacca il biglietto per le semifinali, a Piacenza rimane il rammarico di aver sfiorato la grande impresa.

ENEL BRINDISI – MORPHO BASKET PIACENZA: 74-70 (19-17, 39-32, 57-50, 74-70)

Brindisi: Maestrello, Poletti 14, Hunter 18, Simoncelli 2, Renfroe 11, Ndoja 7, Borovnjak 15, Calahan 6, Zerini 1, Vorzillo, Lacandela. All. Bucchi

Piacenza: Casella 2, Infante 17, Harrison 11, Passera 12, Perego 6, De Nicolao, Varrone, Stecconi, Voskuil 5, Anderson 9, Scarone 6, Amoroso 2. All. Corbani

Ufficio Stampa MORPHO BASKET

Davide Rancati