Un lungo serpentone raggiungerà il Palaverde  per assistere domenica al debutto “casalingo” dell’Umana Reyer al Palaverde di Villorba contro la Bennet Cantù. Questa mattina la prevendita ha superato i 1500 biglietti venduti ai quali devono sommarsi i possessori di tessera All Matches e gli sponsor accreditati. Già un buon numero, quindi, destinato a crescere ulteriormente da oggi, giorno in cui si apre la vendita libera dopo la prelazione per i possessori di Fidelity dei giorni scorsi, fino a domenica. Si prevede quindi una lunga fila di auto che arriverà preferibilmente percorrendo l’autostrada, uscendo a Treviso Nord per poi arrivare al palasport di Villorba. Auto per le quali la Polizia Municipale di Villorba si sta adoperando per trovare parcheggi adeguati stante l’indisponibilità di uno dei parcheggi abitualmente usati dai fruitori del Palaverde. Sarà la prima volta dell’Umana Reyer in questa inedita sede casalinga, dopo il debutto sul campo dei campioni d’Italia. Un primo impatto con la serie A che, a parte l’inevitabile emozione iniziale e nonostante la sconfitta, ha fatto ben sperare.

“Eravamo anche noi curiosi e desiderosi di confrontarci con i migliori per vedere a che punto siamo – rivela Guido Meini – chiaro che se prendiamo Siena come metro stiamo parlando già di un livello altissimo. E parlando di Cantù sappiamo che siamo sugli stessi livelli della Montepaschi. La Bennet ha organizzazione, sistema di gioco e individualità di altissimo livello. Più che temere i loro punti di forza dovremo però concentrarci su quello che noi possiamo fare. Per me questo è l’atteggiamento più produttivo”.

Giocare le partite casalinghe al Palaverde,cosa può significare per voi? “Chiediamo l’aiuto di tutti per fare in modo che la squadra si senta il più possibile a casa. L’obiettivo dev’essere vincere e sarà fondamentale il contributo che tutti coloro che verranno potranno dare. Sono sicuro, per l’esperienza data da questi anni qui, che il seguito sarà straordinario come sempre”.

Quarto anno in Reyer e debutto in serie A, te lo saresti mai aspettato? “Nel mercato della pallacanestro di oggi certamente non è comune che un atleta resti per quattro anni con la stessa squadra – spiega Meini – e forse non me lo sarei aspettato quando sono arrivato. Che l’Umana Reyer sarebbe arrivate in serie A invece me lo aspettavo perché la passione ed i sacrifici della società e del Presidente Brugnaro lo facevano presagire fin dal mio arrivo. Sono contentissimo di essere uno degli artefici di questo e spero di poter dare il mio contributo anche per questa nuova avventura”.

Ti senti “uno di casa” ormai? “Certamente si, ormai conosco molto bene questo ambiente. Dopo tutto questo tempo si instaurano dei rapporti, si provano delle sensazioni diverse rispetto a quando si gioca in un posto per un anno. Per me giocare qui oggi è innegabile che abbia un sapore del tutto particolare”.