Quando sabato 8 ottobre Christian Walcher scenderà in pista al De Toni di Alleghe raggiungerà un traguardo storico e di assoluto prestigio: sarà la sua 500esima partita con la maglia del Bolzano in carriera.

Con quali sentimenti scenderai in pista sabato per un evento così speciale?

Sicuramente questo match rappresenterà qualcosa di indimenticabile per me, un momento del genere non si vive tutti i giorni. Nelle ultime settimane non ci avevo pensato molto, ma adesso mi rendo conto da quanto tempo sto giocando a hockey e quante belle esperienze ho vissuto in carriera.

 

C’è una partita alla quale sei particolarmente affezionato?

Senza dubbio direi la gara-4 della finale con il Renon nel 2007, quella che ha riportato lo Scudetto a Bolzano dopo 8 anni. Giocare al PalaOnda di fronte a oltre 7.000 tifosi biancorossi e vincere il Tricolore è stata un’esperienza pazzesca e allo stesso tempo indimenticabile.

 

In quattordici stagioni hai visto passare decine e decine di giocatori con la maglia del Bolzano, c’è qualcuno con il quale hai legato in maniera particolare?

Banalmente mi verrebbe da dire che i compagni migliori sono stati quelle nelle annate in cui abbiamo vinto qualcosa, perché quando alzi un trofeo è sempre tutto più bello. Parlando dei singoli sicuramente non posso non partire da Rolly Ramoser, che è un mio idolo, e con il quale sono molto amico anche fuori dal ghiaccio. Sono stato molto bene anche con Drew e Mike Omicioli, e mi sono sentito onorato di poter condividere lo spogliatoio con giocatori come Vostrikov e Maslenikov nelle annate 1997-98 e 1998-99.

 

Quali sono stati gli avversari più forti che hai affrontato?

Non è facile fare una graduatoria precisa, visto che in queste stagioni ho incontrato centinaia di giocatori, ma posso dire che quelli che mi ricordo maggiormente sono Chitarroni, Busillo e Felicetti, avversari capaci sul ghiaccio, furbi e con grande esperienza.

 

Qual è stato l’allenatore dal quale hai imparato di più?

Sicuramente Ron Kennedy, prima che un grande allenatore un grande uomo. Mi dispiace non aver potuto lavorare molto con lui (solo nella stagione 2002-03), ma è stato sicuramente il miglior coach che ho mai avuto qui a Bolzano. Un grande professionista che non ti faceva mancare nulla, indimenticabile.

 

E adesso che hai raggiunto questo storico traguardo quali obiettivi ti poni per il futuro?

Spero di riuscire a vincere ancora uno Scudetto, è unica la sensazione che si prova vincendo l’ultima partita della stagione. Se, come me, si ha avuto la fortuna di assaporare la gioia che regala una vittoria del genere si fa di tutto per poterci arrivare di nuovo.

Christian Walcher (1,78 m x 84 kg) è alla quattordicesima stagione con la maglia del Bolzano, con la quale ha festeggiato il suo debutto nel massimo torneo nazionale nel lontano 1997. Solamente un anno, precisamente nel 2001, il 30enne del capoluogo non ha vestito la maglia dei Foxes, disputando un campionato con il Renon, dove ha giocato 41 partite, realizzando 7 gol e 21 assist.

Walcher ha vinto con i biancorossi quattro scudetti, nel 1998, 2000, 2008 e 2009, tre Coppe Italia (2004, 2007 e 2009) e altrettante Supercoppe Italiane (2005, 2008 e 2009). Complessivamente, con la squadra bolzanina, l´attaccante ha disputato 499 incontri, mettendo assieme 148 punti. Per il 30enne, il 2011/12 può essere considerato come la stagione del riscatto, visto che l’anno passato ha dovuto convivere con un problema alla mano che gli ha fatto perdere anche diverse partite

È così che a fine campionato le sue presenze sono risultate 32, con 14 punti all´attivo, suddivisi in 4 gol e 10 assist.

HC Bozen/Bolzano: 500 Spiele/partite Christian Walcher  Foto: Max Pattis