Pallacanestro Trapani-Polisportiva Basket Gela 71-62 (20-11; 36-32; 58-47)

Pallacanestro Trapani: Virgilio 4 (2/2, 0/2), Svoboda 12 (4/12, 0/5), Imsandt 6 (2/4, 0/3), Meschino 4 (0/4, 0/1), Di Gioia 17 (4/8), Livera 2 (1/3), Costantino 14 (1/3, 4/5), Degregori 12 (6/7),  Costadura ne, Mollura ne. All. Priulla.

Polisportiva Basket Gela: Morana (0/1), Occhipinti 8 (3/6, 0/4), Uccello, Santori 3 (0/2, 1/2), Radovanovic 10 (5/9), Vergara 20 (8/12), Ventura 3 (0/1, 1/4), Caiola 2 (1/5), Del Gaudio, Sorrentino 16 (2/5, 4/11). All. Bianca.

Arbitri: Stefania Perrone di Catania e Luca Massari di Ragusa.

Note: spettatori 1.500 circa, di cui circa 600 abbonati (il numero esatto verrà comunicato successivamente). Tiri liberi: Trapani 19/24; Gela 3/6. Tiri da tre punti: Trapani 4/16, Gela 7/23. Rimbalzi Trapani 49, Gela 27.

TRAPANI. L’immagine più bella della serata rimane il colpo d’occhio offerto dal Palailio, a significare che l’entusiasmo è ancora di casa e che il patrimonio accumulato, in termini di passione pura, non si è perso. Tutt’altro. E’ stata la prima da presidente di Pietro Basciano (“Che fatica, è più facile fare il tifoso!”, ha esclamato a fine gara) e la prima in casa in serie C dopo 29 anni. Una serie di esordi e incroci emotivi che non facevano presagire una bella partita di basket. Infatti, così è stato. Trapani è un diesel, deve rodare il motore e alla quarta settimana di lavoro evidentemente ha ancora necessità di trovare fluidità offensiva (contro la difesa schierata), quando non riesce ad aprire il campo con le sue folate. Il resto, lo hanno fatto la scarsa percentuale da tre punti (solo Costantino a segno da oltre 6.75) e l’emozione per tanta gente sugli spalti. Prodotto finale, con la complicità di un’ottima avversaria, una partita a sprazzi, in cui il talento e la profondità della panchina granata hanno stentato a fare la differenza. Un paio di volte la truppa di Priulla sembrava poter decollare (33-22 al 14’, 65-49 al 33’) e invece di è portata dietro gli avversari fino alla fine. Carlo di Gioia nell’area colorata e Peppe Costantino dal perimetro gli uomini con la mano più sciolta. Per Gela, bravi tutti, compresi gli under 19, con Vergara e Sorrentino cacaci di imbarazzare più volte la difesa dei padroni di casa. La guerra (sportiva) è appena iniziata, un’altra battaglia è vinta. Ma dopo due vittorie così, una cosa è chiara: nessuno regalerà niente.

                                                                            Ufficio Stampa