La corsa si chiuderà con una grande novità: la salita della Vallecchia, ad “impreziosire” un Giro, come sempre, durissimo, una vera e propria “selezione naturale” per i futuri ciclisti, come la definisce colui che è stato uno dei grandi talenti spezzini nelle categorie giovanili.

“Quest’anno il Giro si chiude davvero alla grande. L’inserimento, nell’ultima frazione, della salita della Vallecchia e della successiva discesa verso Caniparola penso che renda la corsa incerta sino all’ultimo. Si arriva da tre tappe, le ultime due soprattutto, non certo facili, già ci sarà stata selezione, ma quest’ultima salita e quest’ultima discesa potrebbero anche essere decisive”. Il monito dell’ex ciclista Paolo Sanvitale, autentico talento spezzino nelle categorie giovanili, ai tanti ragazzi che si apprestano ad affrontare il Giro 2011 è chiarissimo: assolutamente vietato abbassare la guardia, sino agli ultimissimi metri. E sull’andamento della tappa si sbilancia: Chissà che quest’ultima tappa, da Castelnuovo a Casano, non sia quella giusta per la fuga: qui una fuga, se ben costruita, potrebbe arrivare”.

Sul Giro della Lunigiana nel suo complesso, Sanvitale, che lo ha corso da Juniores quale leader della rappresentativa ligure nel 2000 e 2001 (il 2° anno per altro finendo 4° degli Italiani in Classifica Generale) e che quindi lo conosce bene e l’ha vissuto metro dopo metro, dice: “Il Lunigiana è sempre durissimo, è il massimo per gli juniores. Chi arriva davanti sicuramente lo si rivedrà in futuro su altri tracciati affiancato dai nomi più famosi del ciclismo. Questa per i giovani è una corsa importantissima, qui non si può “barare”: al di là degli “incidenti di percorso”, che purtroppo possono sempre accadere, chi ha talento arriva davanti e, comunque, chi il talento non lo ha non può certo “improvvisare” e arrivare tra i primi. Il Lunigiana è una selezione naturale per i giovani ciclisti“.

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Ufficio Stampa Giro della Lunigiana