Anche in casa Katusha è partito il conto alla rovescia per la Vuelta di Spagna, la corsa a tappe iberica in programma dal 20 agosto all’11 settembre. Ventuno tappe per un totale di circa 3.300 chilometri scanditi dalle rituali salite che fanno di Joaquim Rodriguez, battuto l’anno scorso solo a causa dell’ultima cronometro, uno dei più accreditati pretendenti alla vittoria finale.

E proprio Rodriguez parte per la Vuelta con le insegne del leader, supportato per l’occasione da una formazione costruita per portarlo in maglia rossa sul circuito del Jarama a Madrid. Oltre a lui, saranno al via della corsa spagnola Joan Horrach Ripoll, Vladimir Karpets, Aliaksandr Kuchynski, Alberto Losada, Daniel Moreno, Luca Paolini, Yuriy Trofimov, Eduard Vorganov. Sull’ammiraglia i direttori sportivi Claudio Cozzi e Dmitriy Konychev. E proprio con Konychev, a qualche giorno dal prologo di Benidrom, facciamo il punto sul team Katusha.
“Sono ottimista perchè la squadra ha lavorato benissimo nel ritiro di Andorra. Solo Kuchynski ha lavorato a ritmi ridotti per colpa della febbre che lo ha un po’ debilitato. In ogni caso, i test clinici a cui si è sottoposto dimostrano che la febbre è passata ed ormai, anche lui, si è perfettamente ristabilito. Ancora prima del ritiro di Andorra, i ragazzi erano già in ottima forma, come dimostrano gli eccellenti risultati a Villafranca de Ordizia, nella Clasica San Sebastian, al Circuito de Getxo e, soprattutto, alla Vuelta a Burgos, dove il nostro leader Rodriguez ha vinto la classifica generale e Moreno è giunto secondo. Ed è proprio questo risultato che ci fa ben sperare per l’esito di questa Vuelta, a cui ci presentiamo con chiare ambizioni. La squadra è stata ovviamente costruita attorno a Rodriguez che ha il talento e la condizione per migliorare il risultato della scorsa stagione. Senza dubbio il profilo della competizione è adatto alle sue caratteristiche di scalatore, quindi è giusto indicarlo tra i grandi favoriti della corsa. I principali rivali? Sicuramente Nibali e  Scarponi, due corridori che hanno già dimostrato di gradire le strade spagnole; senza sottovalutare i corridori iberici. Decisive saranno le prime due settimane, dove sono concentrate le salite più impegnative, quelle in grado d’imprimere una svolta decisiva alla classifica. Negli ultimi 6 giorni, infatti, i giochi dovrebbero essere virtualmente fatti. Difficilmente, a meno di clamorosi exploit, assisteremo a degli stravolgimenti significativi nella parte finale”.

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Andrea Agostini