È stata inaugurata ieri, a Fontecchio, la mostra fotografica “Lo spazio della Memoria”. Allestita nella suggestiva atmosfera medievale della Torre dell’Orologio la mostra, o meglio questo spazio permanente, nasce dall’amicizia tra il fotografo Roberto Grillo e il sindaco di Fontecchio, Sabrina Ciancone, da subito disponibile ad ospitare nel suo comune uno spazio tanto importante per la città dell’Aquila. E nasce grazie all’associazione Lo Spazio del Ricordo che ha messo a disposizione i fondi (il ricavato della vendita delle prime tre mila copie del libro Terraemotus) per la realizzazione, a cui, materialmente, si sono dedicati gli architetti Carlo Mangorini e Marcello Deroma. “Il nostro scopo è quello di allestire un museo permanente della memoria attraverso la fotografia da dare in eredità a chi verrà dopo di noi con il compito di tenerlo sempre vivo e completarlo di continuo. Per me è coinciso con la possibilità di fare un tributo, di compiere un gesto d’amore per la mia città ” – ha dichiarato il fotografo Roberto Grillo. L’urgenza morale di far vedere ciò che il terremoto ha lasciato per prevenire il ripetersi dell’accaduto e la necessità di ricordare coloro che ha portato via hanno portato ad immaginare un luogo fisico che potesse contenere immagini e sensazioni. Da qui la scelta di allestire l’esposizione all’interno del “Corpo di Guardia” un volume medievale a ridosso della Torre dell’Orologio. La mostra è suddivisa in quattro aree tematiche: “il passato recente” in cui Roberto racconta la nostra città con scatti degli anni Ottanta e Novanta, qui incontriamo anche il rugby con Angelo Autore e Carlo Di Giambattista mentre giocano con i bambini sul prato della Basilica di Collemaggio: “Nel mio racconto non poteva mancare il rugby neroverde” – ha commentato Roberto. Nella stessa sezione ritroviamo i cortili aquilani, le piazze, i vicoli stretti, i Portici, le Chiese: un tuffo struggente nella memoria cittadina. “Il passato remoto” con foto degli inizi del Novecento sia dell’Aquila che di Fontecchio; “Raffronti” in cui vengono comparate diverse epoche della città attraverso i mutamenti dell’uomo e del sisma. “Il tempo presente” la sezione più dura, ospitata in uno spazio ipogeo, una grotta di pietra che racchiude le foto scattate il 6 aprile 2009 e i giorni seguenti, precedute da due stele con i nomi delle 309 vittime. “Mi auguro di aver dato un contribuito, anche se piccolo, alla memoria della nostra città. Con questa esposizione chiudo una fase, per me importantissima, durata oltre due anni, in cui ho cercato di dare un senso collettivo e sociale al dramma che ci ha colpito”. Prossima meta? “Sto lavorando ad un’altra mostra, più intima, in cui raccontare il mio terremoto personale” – ha concluso Roberto Grillo, grande narratore per immagini della nostra città e dei nostri colori.

Per informazioni e visite potete contattare i numeri 086285131 – 3883764408.