Il Giro, l’Italia e gli Italiani in bicicletta negli archivi dell’istituto Luce

Durata 60 min. Italia
Produzione: Istituto Luce Cinecittà - Sì Produzioni
Prodotto da: Luigi Tortato
Con: Davide Cassani, Felice Gimondi, Francesco Moser, Vincenzo Nibali, Massimo Cacciari, Achille Bonito Oliva, Enrico Brizzi, Ernesto Colnago, Giorgio Squinzi, Urbano Cairo e Romano Prodi
Organizzazione della produzione: Marcella Leonetti, Maura Cosenza, Anne Mussotter Sceneggiatura: Andrea Gropplero di Troppenburg – Fernando Pellerano- Fulvio Molena Riprese: Simone Gambelli, William Moretti, Elisa Ambrosi
Suono: Alessio Festuccia
Assistente al montaggio: Teresa Manduca
Ricerche: Nathalie Giacobino Montaggio: Fulvio Molena Narrazione: Davide Cassani
Regia: Andrea Gropplero di Troppenburg

Davide Cassani CT della Nazionale di ciclismo è il “Virgilio” che ci guida in una riflessione per immagini sui 100 giri d’Italia, che principia dalle poche rare sequenze esistenti sul primo Giro del 1909. L’amore per la bicicletta e per il Giro ci guiderà attraverso i passaggi epocali del secolo che chiude il millennio.
L’unità d’Italia, a detta di molti, più che Garibaldi, l’ha fatta il giro. È in questa Italia che vogliamo raccontare uno degli eventi sportivi di maggiore rilevanza e affezione popolare. L’Istituto Luce dalla sua fondazione ha documentato il Giro. Ideato dalla Gazzetta dello Sport nel 1909, interrotto durante le due grandi guerre, nel 2017 ha festeggiato la 100a edizione. La struttura del documentario sarà affidata al racconto del Giro di Davide Cassani arricchito da una serie d’interventi di personalità della cultura, dello sport, della politica, dell’imprenditoria, del ciclismo.

Il Giro è la storia di un paese che ha saputo vivere le differenze linguistiche, economiche, gastronomiche, come una ricchezza e fondando su queste la propria identità nazionale. La corsa, sia nell’aspetto agonistico sia in quello logistico e organizzativo, è ora metafora e ora testimone di questo percorso e dei tanti mutamenti avvenuti nel tempo.
Il ciclismo, e quindi il Giro d’Italia, è la storia epica di eroi popolari, una storia che fonda i suoi eroi sulla fatica. I suoi eroi non sono belli come gli eroi dell’atletica, del nuoto, del calcio però ricordano al mondo che la vita è fatica, che il lavoro è fatica e per questo divengono popolari solamente quando sono in fuga. È in queste fughe che scopriamo l’agonismo e l’amicizia tra Coppi e Bartali, la rivalità e la stima reciproca tra Gimondi e Merckx, campioni che sono parte della stessa leggenda, una leggenda che nelle vittorie come nelle débacle non lascia vivere ai suoi eroi il sapore amaro della sconfitta ma il profumo persistente della leggenda.
Molti pensano che questo sport sia uno scontro tra individui, tra singoli soggetti con una forza sovrumana nelle gambe e dei polmoni d’acciaio, in verità poche discipline vivono una dinamica di squadra così intensa come il ciclismo. Il racconto si svilupperà quindi fra le pieghe di questo tessuto, , ricco di relazioni umane, equilibri delicati e decisivi, trama stessa della cosiddetta Carovana, entità sociale che al pari della società si muove insieme verso un traguardo comune.
La grande epopea del Giro non è stata scritta solamente dai campioni, ma trova le fondamenta anche nel plotone, nel gruppo, nei tanti corridori ‘normali’ che contribuiscono fattivamente alla vittoria finale, individuale eppure collettiva.
Il trionfo e la disfatta si offrono a mille sguardi perché il Giro è popolato da tantissime persone, tutte un po’ protagoniste e con un proprio ruolo. E altrettanti pensieri e riflessioni si sono spese sul mutevole profilo che il paese offriva alla Carovana, popolo nomade e viandante, anno dopo anno, lungo le strade e fra i palazzi e le città d’Italia.
Il racconto non potrà prescindere da questa doppia andatura: storica e cronologica con gli eventi del Paese che accompagnano la corsa, e la gara stessa con i suoi elementi umani, tecnici, aneddotici.
Ci accompagneranno alla scoperta del Giro, oltre a Davide Cassani, c.t. della Nazionale di ciclismo personalità diverse che amano questo sport come: Romano Prodi noto cicloamatore, Enrico Brizzi scrittore appassionato di bici e di ciclismo, Ernesto Colnago storico meccanico del Giro e grande costruttore di biciclette, Giorgio Squinzi patron della Mapei una delle squadre più vittoriose della storia, Massimo Cacciari, filosofo e appassionato, Urbano Cairo editore RCS , proprietario Gazzetta dello Sport e del Giro d’Italia, Achille Bonito Oliva, Critico d’arte e appassionato del giro e tre grandi campioni italiani come Felice Gimondi con tre
vittorie e nove podi conquistati, Francesco Moser con cui è cominciata l’era tecnologica del Giro e Vincenzo Nibali il nuovo campione del Giro d’Italia globalizzato.
Indagheremo su come sono cambiate le strategie, le tattiche, le fughe e le diete. Sono cambiate le biciclette ma anche gli atleti che grazie ai progressi della medicina, oggi sono monitorati e allenati per superare i limiti fisici.
Vedremo il Giro cambiare da evento strapaesano a manifestazione globale, ci interrogheremo su quanto il Giro è la manifestazione degli italiani che guardano l’Italia che passa e quanto invece è diventato il mondo intero che si guarda nel Giro del Belpaese. Ci interrogheremo su come sarà il futuro del Giro d’Italia tra tecnologia e globalizzazione.
Un omaggio sorridente all’evento sportivo più amato dagli italiani. Facciamo nostro l’augurio
di Davide Cassani a questa splendida manifestazione:
“Che il Giro continui per altri cento anni a essere così: avventura, organizzazione, sogno, passione, coinvolgimento, storia, cultura. Perché il giro non è soltanto una corsa in bicicletta, è molto di più, è quella cosa che tutti conosciamo, che è passata almeno una volta sotto casa di tutti noi e abbiamo avuto la curiosità di andarlo a vedere e poi guardarlo in televisione. Ecco io spero che continui così con questi duecento ragazzi che buttano l’anima in strade gremite di gente che urla, grida, soffre e gioisce. Se sarà così, fra cento anni qualcuno si augurerà che duri così per altri cento ancora.”

Andrea Gropplero

Commenti