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ARSER BOLOGNA – TRAMEC CENTO 92-64

(20-14; 48-32; 66-43)

ARSER: Persiani 9, Posani 5, Binassi 8, Venturi 16, Ziron 19, Masini 19, Regazzi 6, Zanata 8, Gianninoni 0, Barbieri 2 All.re: Canè

TRAMEC: Riguzzi 3, Venturoli 6, Passarini ne, Nieri 12, Di Trani 21, Tedeschini 4, Rizzatti 0, Carretti 12, Acquaviva 2, Rorato 4, All.re: Giuliani

Anche la Tramec cede il passo a una Arser che ora non è più una semplice outsider e che sta macinando anche avversari di rango, non per ultima la Bakery di Mario Boni. A farne le spese questa volta la formazione Ferrarese che in una splendida cornice di pubblico non ha potuto nulla contro il corri e tira che anche per questa volta la truppa di Canè è riuscita a mettere in campo. Sin da subito le percentuali di Cento sono deficitarie, causa la grande organizzazione difensiva dei padroni di casa che per quasi tutto il corso dell’incontro hanno pressato sul portatore di palla e lungo tutta la lunghezza del campo, lasciando alla Tramec ben pochi secondi tiri e palloni vaganti da poter sfruttare. Inoltre quelle che potevano essere le armi a disposizione del coach ospite, ovvero una batteria di lunghi infinita, e la contestuale assenza fra i padroni di casa di Marco Dalloca, sono state disattivate grazie a una grande foga agonistica che ha portato tutti i giocatori a gettarsi più volte per catturare rimbalzi sia d’attacco che in difesa. La gara decolla per la Salus dopo soli dieci minuti quando a fine primo quarto lo score indica +6 e la Tramec da li in poi potrà solamente vedere la targa dei ragazzi di Canè, dopo che nelle prime battute per due volte proprio gli ospiti erano stati anche in vantaggio (5-6 e 7-8). Da inizio secondo quarto la forbice si allarga a favore di Bologna e solamente Di Trani, 21 per lui a fine gara, nella confusione generale degli ospiti, riesce a mantenere in linea di galleggiamento una squadra che soffre in attacco, numerose le palle perse complice una difesa nel pitturato molto chiusa; mentre in difesa non riesce a trovare soluzioni alle continue conclusioni da sotto o da tre punti di tutti, o quasi, i giocatori di casa, e che regolarmente si spengono in fondo al proprio canestro. Ad inizio secondo tempo ci si attende una reazione dalla capolista ma è Bologna che invece piazza in appena 4 giri di lancette un 9-0 capace di distruggere le velleità di qualunque avversario, inclusa una Tramec che da li in poi non riuscirà a ritrovare il bandolo e che solamente nelle ultime battute di gioco riuscirà a ricucire il distacco sotto ai trenta punti di disavanzo.

NGM MOBILE: Garnica 1, Cetrullo 20, Candellaro 8, Baldaccini 12, Snippe 16, Hrazdira 20, Tosi (libero), Parusso 1, Bertoli 1, Bonami (libero), Masini, Lizala. Allenatore: Bertini.

EDILESSE CONAD: Orduna 2, Paoletti 26, Inserra 3, Luppi 8, Tondo 13, Ippolito 20, Peli (libero) Goi, Dall´Olio, Valenti n.e, Taglivini n.e, Vecchi n.e. Allenatore: Hugo Conte.

Arbitri: Chimento di Formello e Piubelli di Soave.
Successione set: 25-23; 25-20; 15-25; 20-25; 15-10. Spettatori: 580.
NGM Battute sbagliate: 18, Aces: 7, Muri: 5.
EDILESSE Battute sbagliate: 11, Aces: 3, Muri: 12.

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Nei Campionati italiani di prove multiple indoor, al Banca Marche Palas di Ancona, si chiude con un’altra medaglia marchigiana: stavolta d’oro, per merito di Enrica Cipolloni. La sambenedettese delle Fiamme Oro, proveniente dalla Tecno Adriatletica Marche, conferma il suo titolo nazionale promesse nel pentathlon con 3890 punti, dopo aver cullato a lungo anche sogni di vittoria assoluta. Ma la ventunenne allenata da Francesco Butteri può festeggiare la maglia tricolore under 23, in una gara che l’ha vista protagonista con un ottimo 1,84 nel salto in alto (primato personale eguagliato). In apertura per lei 8.93 sui 60 ostacoli, poi anche 11,72 nel peso e 5,66 nel lungo, prima degli 800 metri dove non ha fatto meglio di 2:42.41. Nella classifica assoluta, finisce al quinto posto.

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A Pavia i biancorossi si arrendono nel secondo tempo: 71-60

La BLS Chieti non riesce ad espugnare il difficile campo della Paul Mitchell Pavia, che si aggiudica l’incontro 71-60. I biancorossi conducono per lunghi tratti, ma nel secondo tempo la rotazione lunga degli avversari, in grado di proporre un pressing molto fisico alternando sempre forze fresche in campo, fa la differenza.
Alla palla a due si presentano Maggio, Cissè, Pederzini, Maiocco e Cazzaniga per i padroni di casa, Rajola, Diomede, Raschi, Feliciangeli e Rossi per gli abruzzesi. Pavia mette subito pressione a tutto campo, forzando diverse palle perse, ma quando la BLS entra nei propri giochi trova i canestri del vantaggio. Pavia tira col 27% nella prima frazione, alla fine della quale le Furie conducono 10-17.
La Paul Mitchell si scuote recuperando da -8 a -3, ma Gialloreto mantiene Chieti sempre avanti. La partita si accende quando il pubblico suona la carica. Si va avanti con un bel botta e risposta tra Gialloreto e Porfido da una parte, Furlanetto e Cazzaniga dall’altra, e proprio un canestro sulla sirena di quest’ultimo chiude i primi 20 minuti in sostanziale equilibrio: 34-35.
In avvio di ripresa Rossi è costretto alla panchina dal terzo fallo, e Pavia sorpassa mettendo in difficoltà i teatini con pressing e zona. La risposta è ancora una volta affidata a Gialloreto e Raschi, ma nel finale di quarto la zona dei biancorossi è bucata per tre volte da canestri dall’arco, che fissano il punteggio sul 54-46.

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